Berlusconi: “Non so cosa sia la felicità”. E cerca l’erede che non c’è

25 Mag 2015 8:03 - di Redazione

Un erede «non si è ancora fatto vivo, spero accada presto»: Silvio Berlusconi a «Che Tempo che fa» parla del futuro della leadership di Fi. A Fazio chi gli chiede se allora sia egli stesso l’erede, l’ex Cavaliere replica: «No, io non sono candidabile per sei anni e conosce la mia età. Potrò dare una spinta e promuovere una grande crociata ma poi dovrà essere qualcuno, ci sono grandi personaggi che possono aspirare» alla leadership di centrodestra.

Berlusconi vuole una nuova alleanza di centrodestra

Per “Il Giornale” della famiglia Berlusconi, il “leader di Forza Italia torna in tv e rilancia: serve una nuova alleanza di centrodestra. Ma nel frattempo il segretario della Lega Salvini avverte: se vinco in Veneto sono io l’anti-premier. In somma, èproprioil voto peril rinnovo dei parlamentini regionali a rappresentare la vera sfida della politica. Dalle urne che si apriranno domenica in sette regioni, tra cui la Campania, potrebbero uscire indicazioni anche sul futuro della politica nazionale.

Fazio attacca sulla vecchiaia, Berlusconi gli risponde a tono

Mentre per Claudia Terracina su “Il Messaggero”, è sfida Tv, con “Fazio che infila una stoccata al veleno. «Il tempo passa, presidente. Perché dovrebbe riuscirle oggi quello che non le riuscì quando era al massimo dei consensi?». E lui si vendica: «La trovo invecchiato. Starebbe meglio senza quella barba ingrigita». Renzi? «E’ stato gentile con me, ma non potremo tornare a collabo rare. Lui è un professionista della politica, io un imprenditore. Lui non realizza, io sì».

Berlusconi conferma il no alle primarie

«Murarmi? Dovremo trovare un nuovo leader, ma non vedo eredi, ne in casa, ne fuori. Il carisma o ce l’hai o no. Io devo continuare ad alimentare il sogno. Ma i moderati dovrebbero ritrovarsi e sta al popolo scegliersi il leader. Solo tutti insieme possiamo battere la sinistra». Non basta Forza Italia? Chiede Fazio. «No, saremo il lievito. Ma devono arrivare anche club, movimenti, associazioni. Ma soprattutto gli italiani devono imparare a votare… anche nel ’48 non sapevano votare». Ma le primarie non gli piacciono «perché con le primarie sono stati scelti i peggiori sindaci che ha oggi l’Italia, a Roma, a Milano, a Napoli».

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