Le balle di Renzi non reggono: il debito pubblico sfonda quota 2.184 mld

Debito pubblico in continua impennata. Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia nel supplemento “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” l’esposizione delle pubbliche amministrazioni è salita in marzo di 15,3 miliardi rispetto alla rilevazione e di febbraio, toccando quota 2.184,5 miliardi. Secondo Bankitalia, l’incremento del debito dell’amministrazione centrale è aumentato di 14,2 miliardi, quello delle amministrazioni locali di 1,1 miliardi mentre il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.

I nuovi dati del debito pubblico diffusi da Bankitalia

Com’era prevedibile, i dati diffusi dall’istituto centrale hanno innescato una forte spirale polemica e non solo tra gli opposti schieramenti. Adusbef e Federconsumatori hanno calcolato in 77,34 miliardi – al ritmo di 6 al mese – l’aumento del debito nell’anno di governo di Matteo Renzi con un «gravame – si legge in una nota diffusa a nome delle sue associazioni da Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – di 36.530 euro a residente (neonati compresi) e 91.000 euro a famiglia». Tenta di gettare acqua sul fuoco il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, per il quale si tratta di dati «attesi», imputabili – per altro – ad un «meccanismo tecnico». Ecco perché – ha aggiunto – «bisognerebbe cominciare a pensare a tagliare la spesa pubblica».

FI contro il premier: «Italiani stanchi di essere presi in giro»

Ma è dal fronte politico che arrivano le bordate più forti all’indirizzo d el premier e del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. In un tweet, il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, Renato Brunetta, chiede polemicamente «e adesso come la mettiamo?» Più articolata la reazione di Corrado Passera, ex-ministro del governo Monti ed attuale presidente del movimento “Italia unica”, per il quale «siamo tornati pesantemente sotto osservazione, per di più dopo che la sentenza – a nostro avviso sbagliata – della Consulta sulle pensioni ha evidenziato una volta di più l’inesistenza di un linea univoca tra Palazzo Chigi e il Ministero dell’Economia». Chiude il cerchio polemico Daniela Santanché: «Gli italiani sono stanchi di farsi prendere in giro da Renzi e Padoan: le loro balle non si fermano più».