Arrestato in Brasile il superlatitante Scotti, già braccio destro di Cutolo

La Squadra Mobile della Questura di Napoli, il servizio centrale operativo e l’Interpol hanno arrestato in Brasile Pasquale Scotti, killer e uomo fidato di Raffaele Cutolo, ex boss della Nuova Camorra Organizzata. Scotti, latitante da quasi 31 anni, precisamente dal 23 dicembre del 1984, è stato preso in Brasile.

Elemento di spicco della Nco

L’ultimo identikit del superlatitante è stato diffuso nell’ottobre del 2011. Per quasi 31 anni il luogotenente di Raffaele Cutolo è riuscito a sfuggire alla cattura. Qualche giorno prima del Natale dell’84 evase clamorosamente dall’ospedale civile di Caserta dove era stato ricoverato per ferite alla mano riportate durante un conflitto a fuoco. Gli identikit furono realizzati e attualizzati grazie a moderne tecnologie: in una foto appare con i capelli bianchi e, in un’altra, con i capelli più scuri. Scotti è stato un elemento di spicco della Nuova camorra organizzata, capeggiata dal superboss Raffaele Cutolo, di cui è sempre stato considerato uno dei “fedelissimi”, clan protagonista della cruenta faida intrapresa negli anni Ottanta con famiglie camorristiche avversarie ricompattatesi nel cartello antagonista denominato “Nuova Famiglia”.

L’arresto a Caivano nel 1983

Scotti – condannato all’ergastolo – fu arrestato a Caivano, nel Napoletano, il 17 dicembre del 1983, dopo un cruento scontro a fuoco con la polizia nel corso del quale un suo affiliato, Luigi Angelino, rimase ucciso e lui stesso ferito. Iniziò un breve periodo di collaborazione con la giustizia ma poi, nel Natale del 1984, si rese latitante. Le sue ricerche vennero estese in campo internazionale nel 1990. Nel corso degli anni la sua presenza è stata segnalata dapprima in Lombardia, successivamente in vari stati del Nord-Est europeo, poi in Paesi esteri dove avrebbe goduto del favorevole ordinamento giuridico e sicuramente di una nuova identità.