Aosta: è sindaco il renziano Centoz. Boom della Lega Nord, giù Forza Italia

Il renziano Fulvio Centoz, segretario del partito in Valle d’Aosta, ha conquistato al primo turno la fascia tricolore di sindaco di Aosta. Strappa il posto a Bruno Giordano, che l’Union valdotaine, partito di maggioranza relativa in Regione, ha sacrificato sull’altare dell’alleanza con il Pd e di un nuovo equilibrio dei rapporti tra la giunta regionale e il governo nazionale. Oltre che ad Aosta nella regione alpina si è votato in 68 comuni. A capo di una coalizione formata anche dagli autonomisti di centro dell’Union Valdotaine, della Stella Alpina e di Creare Vda, Centoz ha superato il 54 per cento. Nel consiglio comunale di Aosta entra per la prima volta la Lega Nord che, con un sorprendente balzo, supera il 10 per cento (era all’1,6 per cento nelle precedenti comunali) sull’onda di una campagna elettorale tutta all’attacco sui temi della sicurezza e dell’immigrazione. Buon esordio anche del Movimento 5 stelle che raggiunge il 9,59 per cento. Ci saranno poi gli autonomisti progressisti di Alpe e Uvp e la sinistra dell’Altra Valle d’Aosta. Rimane invece alla porta Forza Italia (Popolari per Aosta) che come in Alto Adige diminuisce sensibilmente i propri consensi.

Centoz è il primo sindaco Pd di Aosta

Fulvio Centoz è il primo sindaco Pd di Aosta, dopo un ventennio di egemonia dell’Union Valdotaine. Funzionario regionale di 40 anni, sposato con tre figli, Centoz è alla sua seconda esperienza amministrativa dopo un quinquennio in cui è stato sindaco di Rhemes-Notre-Dame, piccolo comune del Gran Paradiso con 120 abitanti. «Sono soddisfatto del risultato – ha commentato pochi minuti dopo l’elezione -, abbiamo lavorato bene in campagna elettorale. Da domani ci mettiamo all’opera, ci aspetta un duro lavoro». Archiviate le elezioni comunali, si apre ora la partita sullo scacchiere regionale, dove il Pd è all’opposizione, ma potrebbe a breve entrare nella compagine di governo (assieme agli autonomisti, suoi alleati ad Aosta). Ipotesi indirettamente caldeggiata dallo stesso premier Renzi che venerdì scorso, in visita lampo ad Aosta, ha confermato l’impegno a dare una mano nei rapporti tra lo Stato centrale e la Valle d’Aosta. Uno scenario su cui tuttavia il presidente della Regione Augusto Rollandin esprime ancora cautela: «L’obiettivo era di vincere al primo turno – ha spiegato – adesso faremo i passi conseguenti e le valutazioni sotto il profilo politico». Nessun ballottaggio ad Aosta, quindi, perché la coalizione composta da Uv, Stella Alpina, Pd, Creare Vda porta a casa il 54,18% dei consensi. Il nuovo consiglio comunale sarà in buona parte rinnovato, oltre al sindaco e al vice, siederanno sui banchi dell’aula comunale 27 consiglieri, 18 della maggioranza e 9 dell’opposizione. Per quanto riguarda la suddivisione dei seggi, l’Union Valdotaine porta a casa 8 consiglieri comunali, a Stella Alpina vanno 5 seggi, al Partito Democratico 4 mentre Creare Vda potrà contare su un solo consigliere. Per l’opposizione Lega Nord e Movimento 5 Stelle avranno entrambi due seggi, l’Alpe ne conta 3, l’Uvp e L’Altra Sinistra ne ottengono uno a testa.