Accusato di peculato e sospeso: si dimette presidente di Ferrovie Nord

Alla fine, il presidente di Ferrovie Nord si è dimesso. Ha capito che non c’era più nulla da fare: sospeso dai magistrati, che l’hanno accusato di avere effettuato spese pazze coi danari aziendali, Norberto Achille, presidente della società ferroviaria quotata in Piazza Affari e controllata al 57,57% dalla Regione Lombardia, ha gettato la spugna. Una decisione presa – è stato spiegato in una nota – “dal provvedimento cautelare che lo ha raggiunto”. Del resto le accuse erano e sono pesanti. Cellulari, automobili e carte di credito della società ferroviaria usati a fini personali e anche a beneficio dalla sua famiglia. Non poteva che finire così.

Ferrovie Nord

Frattanto, la rappresentanza delle Ferrovie Nord, che “ribadisce la correttezza dei propri bilanci”, viene assunta dal suo vice Luigi Cardinetti. A tale proposito Fnm ha dato mandato “già da tempo” ad un avvocato penalista “affinché tuteli anche giudizialmente i propri interessi”. Da rilevare che, oltre ad Achille, un avviso di garanzia è stato recapitato anche al presidente del collegio sindacale Carlo Alberto Belloni. Achille è alla guida delle Ferrovie Nord dal 1998, dopo un’esperienza come assessore ai Trasporti del Comune di Milano dal 1997, sotto la prima giunta guidata dal sindaco Gabriele Albertini. In ambito ferroviario Achille è stato vicepresidente esecutivo e Amministratore delegato di Abb dal 1992 al 1997. Infine i contraccolpi in Borsa: procede cauta Fnm in Piazza Affari dopo le dimissioni del presidente Norberto Achille, indagato per peculato. Il titolo del gruppo ferroviario che controlla il 50% di Trenord (l’altro 50% fa capo a Trenitalia, gruppo Fs), segna un rialzo dello 0,69% a 0,65 euro. Ad Achille era stato recapitato un avviso di garanzia proprio ieri. Le Ferrovie Nord sono controllate al 57,57% dalla regione Lombardia, al 14,64% dalle Ferrovie dello Stato e al 3,74% dal Gruppo Gavio tramite Aurelia.