24 maggio, a Bolzano niente tricolori: così vuole la Svp. E il Pd si adegua

Il tricolore? Per il Pd di Bolzano vale meno dell’alleanza con la Svp, soprattutto alla vigilia di un voto. È quanto emerge da quello che sta accadendo in città intorno all’anniversario del 24 maggio, per il quale l’Italia si prepara a commemorazioni solenni e il centrosinistra al governo del territorio invece o temporeggia o annuncia che la bandiera nazionale non sventolerà sui palazzi istituzionali.

La Provincia non isserà le bandiere

«L’indicazione di Roma di ricordare in questo modo l’inizio del conflitto è incomprensibile e sbagliata», ha detto il governatore della Provincia autonoma di Bolzano Arno Komptascher della Svp, annunciando che la provincia non si adeguerà all’indicazione. «Avremmo invece volentieri seguito un eventuale invito a mettere le bandiere a mezz’asta, che sarebbe stato il modo giusto per ricordare le vittime di questa tragedia», ha proseguito Komptascher, alla guida di una maggioranza in cui il Pd ricopre posizioni di rilievo: il primo vicepresidente della giunta è Christian Tommasini, già segretario cittadino del partito; il vicepresidente del consiglio è Roberto Bizzo, dirigente nazionale del partito, «unanimemente riconosciuto come uno dei principali artefici» della sua nascita, come si legge nella biografia sul sito del Pd di Bolzano.

Il Pd in Comune ancora tace

La sostanza non cambia di molto se ci si sposta dalla Provincia al Comune, dove i ruoli sono invertiti: la Svp esprime il vicesindaco e il Pd esprime il sindaco uscente e ricandidato Luigi Spagnolli. Alla vigilia della ricorrenza, che è anche la vigilia del voto per il ballottaggio, in programma proprio per il 24 maggio, Spagnolli sul tricolore ancora non si è espresso. Atteggiamento che, in questo contesto, equivale a una ammissione di subalternità rispetto agli alleati con pulsioni anti-italiane.

Spagnolli in una posizione difficile

 

Del resto, per Spagnolli la situazione è complessa, come ha sottolineato sul suo profilo facebook, il consigliere provinciale e candidato a sindaco del centrodestra Alessandro Urzì. «Ricapitolando: Renzi – ha scritto Urzì – chiede al pupillo piddino Spagnolli di esporre il 24 maggio il Tricolore su tutti gli uffici pubblici comunali. Se lo fa la Svp si arrabbia. La Svp, senza cui Spagnolli sta a casa, dice che infatti che il Tricolore non va esposto. Ma se non lo espone – ha proseguito l’esponente di centrodestra – magari qualcuno dei potenziali elettori di lingua italiana di Luigi, magari qualche alpino già tirato per la giacchetta qualche tempo fa, si indispone. Agli Alpini il Tricolore sta a cuore. Gli ecosociali però, senza i quali Spagnolli non farà mai il sindaco, anche se dovesse vincere, dicono che il Tricolore va esposto, ma a mezz’asta. Ora Gigi deve decidere. Voglio proprio vedere – ha concluso Urzì – come deciderà».