Un altro dramma del mare: barcone capovolto, recuperati 9 corpi

Nove cadaveri sono stati recuperati dalla Guardia Costiera italiana a circa 80 miglia dalle coste della Libia, nell’area dove si è capovolto un barcone carico di migranti diretto verso l’Italia. Sono state salvate 144 persone. Nell’area si ricercano eventuali dispersi, e alle operzioni partecipa anche un aereo Atr 42 della Guardia Costiera. I superstiti sono stati trasferiti a bordo di una nave della Marina Militare impegnata nell’operazione Triton, che fa rotta verso la Sicilia. A bordo della nave vi è anche uno dei nove cadaveri, mentre gli altri sono a bordo di una motovedetta della Guardia Costiera.

Immigrazione,  in tre giorni soccorsi 5.629 migranti

Dal 10 al 12 aprile sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia 5.629 migranti diretti verso l’Italia. Nella sola giornata di domenica il Centro Nazionale Soccorso della Guardia Costiera ha coordinato gli interventi di assistenza a 22 unità, gommoni e barconi fatiscenti. Ai soccorsi hanno partecipato quattro navi e un aereo della Guardia Costiera e nove mercantili; e, inoltre, una nave della Marina Militare, un pattugliatore islandese e due motovedette che Guardia Costiera che partecipano all’operazione Triton. Nella giornata di lunedì sono arrivate dieci segnalazioni di unità fatiscenti carche di migranti dirette dalla Libia verso l’Italia.

L’Oim: dall’inizio dell’anno oltre 15mila arrivi

Circa 2.800 migranti sono stati tratti in salvo al largo delle coste italiane nel corso di diverse operazioni durante l’ultimo fine settimana portando il totale degli arrivi dall’inizio dell’anno a oltre 15mila. Lo riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). I migranti soccorsi nel fine settimana sono in maggioranza africani subsahariani, eritrei, siriani, somali ed etiopi provenienti dalla Libia. Per il direttore generale dell’Oim William Swing, «il lavoro delle forze marittime italiane nel salvataggio in mare migliaia di immigrati in cerca di sicurezza in Europa è eroico». Per Swing è «chiaro che i flussi migratori dalla Libia continueranno. Riteniamo pertanto che le operazioni di salvataggio in mare debbano essere sostenute attraverso un approccio più efficace e concertato dell’Unione europea. Al tempo stesso, come abbiamo detto in passato, dobbiamo fare di più per identificare questi contrabbandieri senza scrupoli e perseguirli. Dobbiamo reprimere queste reti criminali».