Nella Turchia islamica di Erdogan vietati anche gli spot elettorali

Nella Turchia autoritaria  e islamica di Erdogan è vietato criticare il governo anche con un semplice spot elettorale. La tv pubblica turca Trt ha rifiutato di trasmettere uno spot elettorale del principale partito di opposizione Chp in vista delle cruciali politiche del 7 giugno, ritenuto troppo critico verso il governo islamico del presidente Recep Tayyip Erdogan. L’opposizione accusa da tempo la Trt di essere un organo di propaganda del governo e di violare le norme sulla par condicio in campagna elettorale.

Turchia, l’opposizione accusa il governo islamico

«Certo, il nostro spot critica il governo. Come potrebbe un partito di opposizione fare politica senza criticare il governo?», ha detto il vicepresidente Chp Enis Berberoglu, citato da Zaman. Lo spot fra l’altro denuncia «una mentalità che opprime la legge, l’economia, la libertà, la pace, il secolarismo, la democrazia e la repubblica», accusa il governo islamico di avere «reso invivibile la Turchia» e invita gli elettori «a mandarli via». Zaman ricorda che negli ultimi tre giorni prima delle presidenziali del 10 agosto scorso secondo le rilevazioni della commissione elettorale Ysk, la Trt aveva dedicato più di cinque ore alla campagna di Erdogan e completamente ignorato quella dei due candidati dell’opposizione. È l’ennesimo caso che crea polemiche. L’ultima vicenda risale alla scorsa settimana quando un’insegnante di educazione fisica turca è stata indagata per presunta «violazione dei valori sociali». L’accusa: ha posato per una foto con i propri allievi accanto a un pupazzo di neve che rappresentava una donna «nuda», con dei sassolini neri al posto dei capezzoli e dell’ombelico.