Tragedia a Milano, quattro donne anziane morte in due diversi incendi

Quattro morti atroci in 24 ore, nel Milanese, a causa delle fiamme. Quattro donne anziane, due sorelle in un caso, madre e figlia nell’altro, hanno perso la vita in circostanze analoghe, nell’incendio delle loro abitazioni. Domenica notte è accaduto a Cerro Maggiore (Milano), paese vicino a Legnano (Milano), intorno alle 2 del mattino. I vigili del fuoco e il 118 sono intervenuti in uno stabile in via Roma, e dopo le operazioni di spegnimento hanno trovato i due cadaveri. Un uomo, fratello delle due vittime, si è invece salvato. La notte precedente invece era accaduto nel centro di Milano, in corso di Porta Romana, dove è stato evacuato un intero stabile e una decina di appartamenti sono stati dichiarati inagibili. Un cadavere carbonizzato è stato trovato subito dai pompieri, l’altro, sepolto dalle macerie, solo alcune ore dopo. Secondo le prime ricostruzioni di carabinieri e vigili del fuoco, a causare il rogo a Cerro potrebbe essere stato il malfunzionamento di una stufa, mentre nell’incendio di Milano pare abbiano avuto un ruolo prima una sigaretta accesa, che ha dato il via alle fiamme, e poi una grossa bombola di ossigeno la cui deflagrazione ha fatto crollare le pareti dell’appartamento.

L’incendio nel centro storico di Milano

Nell’incendio di sabato notte hanno perso la vita Maria e Carla Agrati, di 70 e 68 anni, nonostante il fratello, di 65, svegliato dal fumo, abbia cercato di portarle fuori dall’appartamento, su due piani, in uno stabile di tre che si trova nel centro storico. Domenica, invece, a Milano, avevano trovato la morte Marisa Romisondo, 95 anni e Annamaria Rettore, di 70, quest’ultima gravemente malata. Nel rogo è rimasta coinvolta, a causa di un’intossicazione da fumo, anche una ragazza di 26 anni, che risiede nello stesso condominio, e che è stata trasportata al Policlinico è poi subito dimessa. Il 24 marzo scorso un senzatetto era morto all’interno di un deposito attiguo all’ospedale di Rho (Milano) nel corso di un incendio divampato probabilmente per un falò da lui stesso acceso in un giaciglio dove era solito dormire. Alla fine del 2013, invece, era stato un invalido a perdere la vita nell’incendio del suo appartamento, andato completamente distrutto in un incendio, in via Cesariano. L’uomo era rimasto intrappolato senza potersi spostare.