Tibet, un altro uomo si dà fuoco per protestare contro il governo cinese

Ancora proteste in Tibet contro il governo cinese. Un tibetano si è “auto-immolato” dandosi fuoco in una protesta contro la Cina ad Aba (Ngaba in tibetano) nella provincia cinese del Sichuan. Secondo la Campagna Internazionale del Tibet l’uomo si chiamava Neykyab, aveva tra i 40 ed i 50 anni e prima di compiere il tragico gesto ha esibito foto del Dalai Lama, il leader tibetano che vive in esilio in India e che è considerato un nemico dal governo cinese. Dal 2009 sono 139 i tibetani che si sono “auto-immolati” per protestare contro la politica cinese nel territorio.

Tibet e il libro bianco del governo cinese

Proprio nei giorni scorsi il governo cinese ha diffuso un “libro bianco” sul Tibet, nel quale tra l’altro ha invitato il Dalai Lama ad «abbandonare le illusioni» sulla possibilità di un accordo che cambi la situazione del territorio. Nel “libro bianco”, il governo ha accusato il leader tibetano di aver tentato invano di «istigare alla violenza per perseguire i suoi obiettivi». I seguaci del Dalai Lama, sono «rappresentanti di quello che rimane dei signori feudali… che perseguono il sogno politico di un “Tibet indipendente”», si legge nel rapporto, che è stato diffuso dall’agenzia Nuova Cina ed elaborato dall’Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato, vale a dire il governo di Pechino. «La sola realistica alternativa per il Dalai Lama e i suoi sostenitori è quella di accettare che il Tibet eè stato parte della Cina sin dall’antichità, di abbandonare il loro obiettivo di dividere la Cina e cercare di ottenere l’ indipendenza per il Tibet e di cominciare ad agire nell’interesse del Tibet e del resto del Paese». Il Dalai Lama è fuggito dal Tibet nel 1959 e nel 1989 gli è stato conferito il premio Nobel per la pace.