Sulle camere a gas Marine Le Pen prende le distanze dal padre

Le camere a gas «furono un dettaglio della Storia». Jean-Marie Le Pen,  presidente onorario del Front National oggi guidato da Marine Le Pen, insiste in uno dei concetti che in passato gli è costato diverse condanne per apologia di crimini di guerra. Intervistato questa mattina da Bfm-Tv, al giornalista che gli ha chiesto se oggi sentisse di sottoscrivere questa sua affermazione di un tempo, l’anziano fondatore del Front ha risposto: «Confermo, credo che sia la verità».

Le Pen padre insiste

Le Pen, creando non pochi problemi alla figlia Marine Le Pen, ha aggiunto di non aver mai rimpianto di aver pronunciato questa frase ed ha insistito: «Quello che ho detto corrisponde al mio pensiero, le camere a gas erano un dettaglio della guerra, a meno che non si voglia dire che la guerra fu un dettaglio delle camere a gas… Questa vicenda è stata strumentalizzata ai miei danni introducendovi un sospetto di antisemitismo. Ma io sfido chiunque a citare una frase antisemita in tutta la mia vita politica». Per Le Pen, nella guerra, «che è orribile, sono sullo stesso piano un’esplosione che ti squarta la pancia, una bomba che ti decapita, una camera che ti asfissia, tutto è piuttosto ignobile».

La presa di distanza di Marine Le Pen

Immediata la presa di distanza dal padre di Marine Le Pen, leader del Front National ancora in ascesa dopo il successo delle elezioni francesi. La figlia d’arte ha espresso «profondo disaccordo» con il padre Jean-Marie a proposito delle affermazioni sulle camere a gas. Marine Le Pen  detto di aver «preso atto» del disaccordo e di «voler credere, comunque, che quelli che vengono con noi, quelli che votano per noi, abbiano capito che le “differenze” sono ormai acquisite»