Mutui sospesi solo per un anno. Le banche stravolgono leggi e accordi

E’ caos per la sospensione dei mutui. La norma, inserita nella legge di Stabilità 2015 che prevede di sospendere il pagamento della quota capitale delle rate per gli anni dal 2015 al 2017, viene ora interpretata dall’Abi (Associazione bancaria italiana) in termini più restrittivi. Per le banche la sospensione non potrà superare i 12 mesi. Si passa, quindi da tre anni a un anno, in barba agli accordi raggiunti con il governo. Non solo. La sospensione produrrà,comunque, il ricalcolo degli interessi. Di questo passo il beneficio per famiglie e imprese si riduce davvero a poca cosa. Ancora una volta sono le banche a dettare la linea e a tutelare, oltre ogni ragionevolezza, solo e soltanto i propri interessi.

Le banche interpretano a modo loro la legge di Stabilità

Eppure l’accordo trasferito nella legge di Stabilità aveva fatto tirare un respiro di sollievo ai potenziali destinatari. Renzi ne aveva esaltato lo scopo. Allentare la morsa dei pagamenti delle rate di mutuo per un periodo di tre anni avrebbe consentito alle imprese sotto pressione e in difficoltà a causa della crisi, di potersi riprendere. Idem per le non poche famiglie alle prese con licenziamenti, cassaintegrazione, disoccupazione dei proprio componenti. Confidando nella norma, alcuni avevano già avviato le pratiche con i commercialisti e i direttori di banca.

Governo distratto o subalterno alle banche ?

Ora, la doccia fredda. E nessuno, nel governo, che sappia spiegare l’arcano; che sappia dire come sia possibile che l’Abi, in presenza di un accordo abbastanza chiaro e di una norma di legge, possa esercitare una discrezionalità talmente ampia nel definire periodi attuativi e requisiti di accesso al beneficio da vanificare sostanzialmente i vantaggi che , pure, il legislatore  intendeva raggiungere. Sorprende che mentre è in atto la reazione delle associazioni dei consumatori e dei rappresentati del mondo delle piccole e medie imprese, rimaste letteralmente di sasso di fronte alla interpretazione del testo legislativo fornito dalle banche, non si sia ancora registrata la benché minima presa di posizione da parte di Renzi o di qualsivoglia ministro. Distrazione o subalternità?