Il sindaco Marino parla ai giovani, ma è sommerso da fischi e cori di “buuu”

Lo fischiano. Fischi e cori di “buuu” e lui sorride. Beato. Ignazio Marino non si smentisce mai. Roma annaspa e sprofonda, ma lui, giulivo e imperterrito, prosegue nella sua amministrazione senza senso. E siccome il suo amministrare non porta né visibilità positiva né consensi scroscianti, eccolo pronto a sfruttare l’occasione di un invito ad un Campus di ragazzi, per vestire l’abito del padre moderno e, quindi, progressista. Perciò tra una ennesima bordata di fischi e cori di “buuu”, l’intrepido sindaco spiega la sua sulle coppie gay: «Alla vostra età probabilmente avrei dato sulle famiglie omosessuali e sulla presenza di bimbi al loro interno una risposta certamente conservatrice. Poi la mia vita e’ andata avanti, sono cresciuto e mia figlia è andata a scuola negli Stati Uniti dove c’erano famiglie omosessuali con bambini. E ho capito che è un modo di esprimere la sessualità assolutamente normale. È minoritario rispetto all’eterosessualità ma va rispettato».

Fischi e cori di “buuu”

Ma certo, caro Marino. Chi nega il rispetto per tutti? Mica è il rispetto quel che si contesta a sua soavità il primo cittadino di Roma. Gli si contesta il protagonismo facilone e parolaio. Quello che gli fa promuovere una bella iniziativa a favore dei matrimoni gay mentre si dimenticano i drammi e le angosce delle famiglie tradizionali. È forse anche per questo che il sindaco è stato perciò ccolto dai ragazzi del “Campus Proteo” in un “clima goliardico e a tratti da stadio” notano i sempre pronti cronisti d’agenzia. Sicuramente più fischi e più scherno che consenso.  Tant’è che alla fine ha aggiunto:«Certamente non penso di fare carriera in politica e questo mi da più libertà perché posso fare le scelte che considero giuste”. Beccandosi la giusta dose  fischi e cori di “buuu”.