Sesso e pubblicità: ecco perché le forme delle donne vendono di più

Inutile girarci intorno o accampare scuse. La donna vende e fa vendere. Con buona pace delle femministe più o meno arrabbiate, è l’immagine femminile che oggi racconta il prodotto. È il suo particolare e il suo tutto. È il cuore pulsante della pubblicità. Marchi di abbigliamento, com’è ovvio. Ma anche profumi e automobili e persino la pulizia stradale. Senza dimenticare i diritti degli animali e neppure le campagne per donare gli organi. Questo e tanto altro ancora è associato alle forme femminili.  Pare non ci sia altro da fare.  Le donne servono per vendere qualsiasi prodotto. Se ne occupa Dagospia che riprende il sito buzzfeed.com e propone un collage di foto. Vedi, ad esempio,  la foto del politico con tre donne dal seno prosperoso legate nel bagagliaio per la pubblicità della “Ford” o le due lesbo-adolescenti a letto filmate da “Nikon”: talmente esagerate  da non capire cosa pubblicizzino.

Le forme delle donne

Guardando poi le giocatrici in campo, in mutande e tette strizzate, è difficile dedurre che siano le testimonial delle patatine “Hunky Dorys”. Così come la donna dalla scollatura mozzafiato che in realtà fa lo spot allo shampoo “Pantene”, o quell’altra che si toglie i jeans seduce per “Bet At Home”, il sito di scommesse. C’è pure un culo quasi perfetto che straripa da una mini-minigonna conficcato nella bianca staccionata. Cos’è? E’ l’idea che lo stilista ebreo newyorkese Marc Jacobs, gay dichiarato,  ha voluto per pubblicizzare una sua linea di abbigliamento: c’è qualcuno che voglia eccepire? Qualcuno che vuol protestare?

Sesso e pubblicità

Ed ecco per la gioia di tutti noi un’ultima carrellata. Esplicativa assai. La foto della biondona che lecca lascivamente un cono? Non è la réclame di un gelato ma del deodorante “Old Spice”. Quattro paia di tette che si uniscono? Come non pensare subito alla “Mercedes Benz”. Un clamoroso décolleté? E’ la nuova “Skoda Octavia”. Una modella in lingerie che inforna il pollo? E’ lo spot per il deodorante da uomo “Lynx”. Ma c’è di più e di peggio. Ad esempio, Pamela Anderson seminuda cosparsa di scritte è la testimonial di “Peta”, organizzazione che lotta per i diritti degli animali. Mentre la curvilinea signora, piegata a pecorina con deretano in primo piano, è la testimonial del comune di Belgrado per la campagna sulla pulizia delle strade. E poi c’è  quella che sempre il sito www.buzzfeed.com definisce giustamente l’apoteosi: una stanga in lingerie e tacchi a spillo. Che ovviamente è il messaggio della “Organ Donor Foundation” per invitare tutti a donare gli organi.