Schwarzenegger sferza i repubblicani sui gay: «Niente limiti di legge all’amore»

4 Apr 2015 17:19 - di Redazione

“Sono diventato un orgoglioso repubblicano prima ancora di capire l’inglese e come americano sono preoccupato per quello che è accaduto in settimana in Indiana“, dove è stata approvata una legge sulle libertà religiosa poi rivista perché discriminava i gay. “Da repubblicano sono furioso”. Ad attaccare il partito repubblicano è Arnold ‘Terminator’ Schwarzenegger, in un intervento sul Washington Post, lo stesso quotidiano usato da Tim Cook per criticare le norme dell’Indiana.

Repubblicani divisi sui temi sensibili

“Se il partito repubblicano vuole che la prossima generazione di elettori ascolti le nostre idee e soluzioni ai problemi reali, dobbiamo essere un partito aperto e inclusivo. Dobbiamo essere un partito che limita il governo, non che legifera sull’amore. Dobbiamo essere il partito che sostiene l’uguaglianza ed è contrario alle discriminazioni in ogni forma”, afferma l’ex governatore della California, plaudendo a Cook e al suo intervento contro la legge dell’Indiana, dove anche il governatore è stato costretto a fare retromarcia e ad approvare norme che non consentano la discriminazione dei gay. La questione sollevata da Schwarzenegger ripropone un argomento sul quale i repubblicani da almeno un paio di anni vanno interrogandosi. Non sono mancate, tra i sostenitori cattolici del partito repubblicano, critiche anche nei confronti di Papa Francesco.

Le “aperture” del Papa mettono in crisi i repubblicani

Alcune sue prese di posizioni sono state giudicate troppo “a sinistra”. In vista della prossima visita del Pontefice negli Stati Uniti, a settembre,  in occasione del Meeting mondiale delle famiglie che si terrà a Philadelphia, e delle elezioni per le presidenziali del 2016 alcuni temi sensibili rischiano di creare non pochi problemi. Negli ultimi tempi Papa Francesco ha spesso criticato il capitalismo nel nome di una maggiore eguaglianza sociale; ha svolto un ruolo importante nella mediazione tra Obama e Raul Castro, interrompendo l’ostracismo americano verso Cuba dopo lunghissimi anni; ha usato toni molto più morbidi sugli omosessuali (“Se una persona è gay chi sono io per giudicarla?”) e l’utilizzo di pratiche anticoncezionali. Temi, questioni e opinioni che, in quell’ambito politico, non provocano entusiasmo, ma certo non raccolgono più unanimi giudizi negativi.

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