Scende in campo Rubio: l’America spera in un’«Obama repubblicano»

Scende veementemente in campo il candidato repubblicano Marco Rubio: «Hillary Clinton è il passato, io il futuro». Ostenta sicurezza nel rompere gli indugi il competitor della ex first lady che, intanto, ha intrapreso il suo il primo viaggio “on the road” da candidata alla Casa Bianca – diretta in Iowa, lo stato da dove tradizionalmente parte la battaglia delle primarie – certamente non del tutto insensibile all’annuncio del giovane senatore di origini cubane di correre a sua volta per la presidenza degli Stati Uniti.

Rubio e il sogno americano

E gli americani, anestetizzati dal secondo mandato presidenziale di Obama e assopitisi nel corso delle ultime campagne elettorali, si scoprono nuovamente sollecitati da questa nuova gara per la conquista della leadership a stelle e strisce che sembra entusiasmare gli elettori già dalle prime battute, pronti a schierarsi più che tra il candiato repubblicano e quello demnocratico, tra la donna e l’ispanico, la diplomazia old style della veterana Hillary e il dinamismo tagliente di Rubio, i supporter wasp e i votanti latinos, tra la moglie progressista di Bill Clinton, donna vicino ai poteri forti – quelli di Wall Street – e il figlio di immigrati cubani in fuga dalla dittatura comunista di Castro, emblema vivente dell’american dream. Dunque, la campagna elettorale per il 2016 si accende improvvisamente, regalando le prime scintille, un assaggio di ciò che accadrà da qui ai prossimi 18 mesi. Rubio, eletto senatore in Florida, parla ai suoi sostenitori in una conference call, prima di intervenire davanti a migliaia di persone, la gran parte latinos, assiepate alla Freedom Tower di Miami, luogo simbolo della immigrazione negli Usa, così come la Ellis Island di New York. Di lì passarono centinaia di migliaia di persone che fuggivano dal regime di Fidel Castro e speravano di ricevere un permesso di soggiorno negli Stati Uniti. Come i suoi genitori diedero un brillante futuro al figlio, così oggi Rubio assicura di voler regalare un futuro ai tantissimi giovani che credono ancora nell’America patria delle opportunità.

In campo per l’american dream

Nel sogno americano appannato – a suo dire – da anni di profonda crisi e di cattive politiche targate Barack Obama. «Il partito repubblicano per la prima volta da tanto tempo ha la possibilità in queste elezioni di presentarsi come il partito del futuro», arringa le folle Rubio, solo qualche istante prima dell’affondo contro Hillary: «Appena poche ore fa abbiamo ascoltato un leader del passato che vuole riportarci al passato, ma noi dobbiamo guardare al domani». E Rubio, con i suoi 43 anni, nell’annunciare la sua candidatura si presenta proprio come il leader di una nuova generazione, che si contrappone ai clan storici, alle famiglie che da decenni decidono le sorti dell’America. E in molti nella destra americana sognano di aver trovato il loro «Obama», capace di sparigliare le carte e di far sì che quella del 2016 non sia solo una corsa a due Clinton-Bush.