Roma, nella gincana tra buche e dossi il traguardo diventa il Giubileo

Buche e voragini a Roma: una pericolosa caratteristica che, dal centro alla periferia, dalla forma più semplice fino a quella più “evoluta”, rappresenta per tutti gli abitanti della città eterna la «maledizione» dei romani che ogni giorno sono costretti a schivarle in auto, moto e persino in bus. Con buona pace dei progetti di manutenzione fin qui effettivamente realizzati, ripetutamente promessi o semplicemente annunciati.

Roma tra buche e voraggini

Infatti, dalle cifre stanziate e sostenute per la manutenzione del manto stradale capitolino – rassicurano dall’assessorato ai lavori pubblici – tra buche e voraggini, residenti inferociti e turisti indignati, Roma vanta comunque tra i suoi tristi primati quello delle strade più accidentate del Paese. O quasi. I motociclisti rischiano la propria incolumità tutti i giorni. I conducenti del servizio pubblico ci fanno i conti ogni minuto della loro giornata lavorativa, spesso costretti a percorrere alcune vie a “passo di lumaca” per evitare agli utenti vibrazioni insopportabili. E in tutto questo i sampietrini certo non agevolano la situazione, anzi: avvallamenti, disconnessioni e pietre mancanti, causano ogni giorno molteplici incidenti. Piazza Venezia è uno dei più eloquenti esempi di montagne russe su sampietrini. Ma la buca più pericolosa, a detta di molti utenti della strada, si trova a Piazza dei Cinquecento: i sampietrini lì si sono sfaldati e al loro interno, incastrato, si staglia un pezzo di ferro che – se preso male – rischia di squarciare addirittura gli pneumatici. Per non parlare del fatto che i sampietrini sconnessi sono un vero e proprio pericolo anche per i pedoni.

Il tour del dissesto

Ma buche profonde e pericolose ci sono anche a Piazza Vittorio, a Testaccio, sulla Portuense o davanti al Circo Massimo, dove l’asfalto, di recente posa, si sta già rovinando. E che dire delle radici dei pini che in molti quartieri hanno già da tempo minacciosamente sollevato l’asfalto, producendo effetti che tornano a replicarsi anche in via Ostiense, davanti alla Basilica di San Paolo e all’ospedale Bambino Gesù, dove sembra di dover affrontare un avventuroso percorso a ostacoli? E non è neppure tutto: a Roma, infatti, esistono anche le «buche con tombino», ovvero tombini che non sono a livello con l’asfalto: come quello davanti al Circo Massimo, fotografato anche da increduli turisti, dove però la sagoma del tombino è prepotentemente riemersa, con l’asfalto che trema ad ogni passaggio di auto. Nel frattempo, mentre l’assessore Maurizio Pucci, che ha parlato della necessità di un piano, in vista del Giubileo, che preveda 200 milioni di euro l’anno per 5 anni per rifare le strade di Roma, tutti pregano, sperano e si affidano all’Anno Santo straordinario quando, assicurano in extremis dal Campidoglio, «il rifacimento delle strade sarà una delle priorità». Ai posteri l’ardua sentenza…