Due rom costringevano le figlie minorenni a prostituirsi

Nella triste era delle baby prostitute, anche i rom si adeguano alle mode criminali, aggiornando la loro agenda delinquenziale e rinverdendo il loro carnet penale. Così, magari in tema di sfruttamento di minori desterà non più di qualche stupore, ma colpisce comunque, la notizia dell’arresto in carcere di due donne rom che facevano prostituire in strada le figlie minorenni e almeno una terza loro amica, sempre minore, tutte residenti nello stesso campo nomadi nei pressi di Follonica (Grosseto).

Rom e prostituzione, le indagini

Appurate le responsabilità, dunque, per le due nomadi sono scattate le manette e il trasferimento nel carcere di Pisa, oltre che le dovute segnalazioni ai servizi sociali: i carabinieri hanno così eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Firenze, con le accuse per le due quasi quarantenni dei delitti di prostituzione minorile, reclutamento e favoreggiamento della prostituzione. Le indagini, coordinate dalla procura di Firenze, hanno preso avvio nel maggio 2014 quando una pattuglia della tenenza di Follonica sorprese la figlia minore di una delle due arrestate mentre era appartata in compagnia di un uomo di 54 anni su un’auto in una zona isolata. Zona che di solito è frequentata da prostitute. Da quel momento in poi successivi approfondimenti investigativi – realizzati attraverso raccolta di testimonianze, analisi del traffico telefonico e ripetuti servizi d’osservazione da parte di militari mimetizzati in abiti civili – hanno consentito di far emergere chiaramente la responsabilità delle due arrestate. Non solo, da ulteriori approfondimenti d’indagine è emerso che oltre a indurre alla prostituzione le due ragazzine e almeno un’altra minore residente nello stesso campo nomadi, anche le due rom adulte si prostituivano in strada, in particolare nelle vicinanze di centri commerciali e supermercati di Follonica.