Ok: diamo le case ai rom, fuciliamo Salvini e salviamo gli onesti del Pd…

Ha ragione Boldrini ad attaccare Salvini sui campi rom: assurdo raderli al suolo quando, con una simpatica e redditizia operazione, li si può dotare di una rete di distribuzione del metano. Business sul modello di qualche isola campana, coinvolgendo le immancabili Coop di area. Magari offrendo ai Rom qualche bottiglia di buon vino o un libro da leggere nelle pause tra un lavoro e l’altro. Certo, meglio deviare l’opinione pubblica sul problema degli zingari, con qualche media che riporta l’intervista a ragazzine dei campi impegnate a guadagnare sino a mille euro al giorno con il duro lavoro dello scippi o del furto in appartamento. E con la Chiesa che attacca Salvini nella certezza che a difendere i cristiani dall’Isis saranno gli zingari.

Salvini, le polemiche e le coop

Tutto pur di relegare l’inchiesta sulle Coop nelle pagine interne, tra le ultime notizie dei Tg, nel dimenticatoio dei social. E non importa che gli arrestati stiano parlando, stiano raccontando le modalità di tangenti, di rapporti lerci, di comportamenti ambigui. Anzi, proprio perché loro parlano, i media di servizio devono tacere. Non siamo alle prese con la Baggina e con i socialisti e i democristiani da eliminare. Siamo alle prese con il Pd, il partito del burattino, dunque bisogna tacere. Bisogna che la questione sia risolta all’interno del partito, della Ditta. Eliminando i cattivi, quando fanno parte della minoranza, e tutelando gli altri cattivi, quando sono vicini al burattino. Così sui media si insiste sul ricco produttore di vino, inviso al premier, ma si glissa sulle intercettazioni da cui spuntano i nomi di personaggi del governo, tanto vicini al cerchietto di potere del burattino. Meglio dedicarsi allo sputtanamento di ambasciatori stranieri per intercettazioni che nulla hanno a che fare con la vicenda del metano e delle tangenti.

Far dimenticare le telefonate bollenti

L’importante è far dimenticare quella parte di telefonate dove si fanno i nomi di un sottosegretario amico, ma tanto amico, del premier. Nessun indagato, certo. Tutti onesti sino a prova contraria. Ma l’atteggiamento schifoso dei media resta. Garantismo per alcuni, colpevolismo a prescindere per altri. Dipende dalla vicinanza con il burattino e la sua corte. Nel dubbio meglio occuparsi dei campi Rom, meglio attaccare Salvini, meglio rievocare episodi di 70 anni or sono, si può persino arrivare ad indignarsi per le guerre puniche, basta che non si parli della corte del burattino.

 

da Augusto Grandi (girano.blogspot.com)