Rimpasto al veleno, è braccio di ferro tra Renzi e Alfano per il dopo-Lupi

Rimpasto al veleno. Una catena di errori, quella di Angelino Alfano, che rischia di mandare in tilt il già precario equilibrio nel Nuovo centrodestra con un Renzi sempre più baldanzoso e scaltro nelle mosse del dopo-Lupi. L’unica certezza è la nomina a ministro  delle Infrastrutture e dei Trasporti di Graziano Delrio, uomo di fiducia del premier e attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che potrebbe salire al Quirinale già nelle prossime ore.

Rimpasto in due mosse

Lo schema di Renzi è quello di procedere con un rimpasto in due tempi per definire le ultime caselle prima delle regionali alle porte mentre Alfano ha fretta di chiudere la partita con un ministro di Ncd, “prenotato” per il ministero degli Affari regionali, per non perdere peso a Palazzo Chigi e allentare la pressione dentro il partito. Gli  alfaniani sono furiosi e vedono nelle mosse di Renzi la conferma che abbia  voluto fare fuori Lupi per tagliare le unghie all’area centrista. La richiesta di un ministro donna (regola disattesa dallo stesso Renzi quando ha sostituito Federica Mogherini con Gentiloni) ha mandato su tutte le furie il ministro dell’Interno che non ci sta a farsi dettare il nome dal premier per il rimpasto delle prossime ore. Così Gaetano Quagliariello, in pole position per il ministero, è stato bruciato mentre  crescono le quote della deputata  Dorina Bianchi, che ha lavorato sul tema delle riforme con Elena Boschi. Ma non si escludono quindi fino all’ultimo sorprese: Rosanna Scopelliti, Federica Chiavaroli ed Erminia Mazzoni sono gli altri nomi che circolano.

Guerra sui fondi Ue

Al centro del braccio di ferro c’è anche il nodo politico della gestione dei fondi Ue che il premier potrebbe lasciare a Palazzo Chigi, anche se non è escluso che Delrio porti la delega al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il Nuovo centrodestra, invece, sta cercando di ottenere la preziosa delega per il suo nuovo ministro agli Affari regionali visto che il premier ha proposto di compensare le dimissioni di Lupi con l’ingresso di un altro esponente di Ncd agli Affari regionali dopo le dimissioni di Maria Carmella Lanzetta del Pd. Il partito di Alfano avrebbe chiesto del tempo (perciò la nomina potrebbe slittare alla prossima settimana) per individuare il nome da indicare.

Sottosegretario cercasi

Lo staff di Delrio sarebbe già pronto al trasloco, ma è ancora da definire chi gli subentrerà al posto di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Una ipotesi potrebbe quella di una divisione delle deleghe di Delrio tra Luca Lotti e lo stesso Renzi. Ma fonti di Palazzo Chigi spiegano che è più probabile che un nuovo sottosegretario venga indicato contestualmente alla nomina del ministro delle Infrastrutture. L’identikit è quello di un politico, di provata fiducia. Tra i nomi in circolazione, ma forse già bruciati, quello di Anna Finocchiaro, Marina Sereni e Antonella Manzione, attuale responsabile dell’ufficio legislativo della presidenza del Consiglio.