Ridicoli: il Pd sfiducia Spacca all’ultimo minuto della legislatura

Non c’è niente di peggio in politica dello scadere nel ridicolo. È quello che sta accadendo al Pd nelle Marche. Preso in contropiede dalla decisione del governatore uscente, Gian Mario Spacca, di presentarsi con una lista autonoma, trasversale e capace di aggregare buona parte dei centristi e la stessa Forza Italia, il Pd riesce a dare il meglio di sé, metaforicamente parlando, facendo dimettere alcuni assessori dalla giunta ( guidata appunto da Spacca) a poche ore dalla presentazione delle liste. Per aggiungere poi ridicolo al ridicolo, arrivano a rimorchio i consiglieri regionali pieddini che presentano una mozione di sfiducia. Con quale motivazione? Nessuna degna di nota. Almeno dal punto di vista amministrativo.

A tempo scaduto il Pd sfiducia il governatore Spacca

Anche perché è molto difficile, praticamente impossibile, per chi ha sostenuto il governatore uscente fino a poche settimane fa e ne ha condiviso scelte. indirizzi, progetti, per una intera legislatura, ammettere a tempo scaduto di aver sbagliato. Chi lo capirebbe? Ma Spacca per il Pd ha una colpa grave, anzi gravissima. Ha girato le spalle al Pd  e ha deciso di andare per la propria strada infischiandone dei capi e capetti locali, e dei tentativi subdoli di impedirgli di incanalare in una azione di governo il lavoro sviluppato negli ultimi due anni per elaborare il progetto di Marche 2000, ossia un progetto, come ha spiegato, “al di fuori di tutti i condizionamenti di carattere ideologico”.

Il governatore uscente tradito dal Pd

In più – e qui l’ha fatta proprio grossa – Spacca  ha imbarcato nella nuova avventura centristi e forzisti.  Tanto è bastato per procurargli l’accusa di tradimento. In realtà ”é il Pd che ha tradito, offeso e continua ad offendere i cittadini anche in queste ore” – ha replicato il governatore –  I suoi attuali dirigenti sono i veri traditori degli elettori, dopo aver abbandonato e sancito la fine di un serio progetto di buongoverno per le Marche”. Interpretando l’ansia di rinnovamento che saliva dalla società civile, dal mondo imprenditoriale, da quello manifatturiero, dei servizi, del turismo, dell’agricoltura, Spacca aveva tentato di coinvolgere il centrosinistra nella nuova esperienza politica, ricavandone soltanto dinieghi. Così la partita per le regionali si è trasformata in una lotta aspra tra chi (il Pd) si preoccupa soltanto di conservare i posti in Consiglio regionale e chi (il presidente uscente) vuole percorrere nuove strade. Alla sfida ora il Pd ha aggiunto, come detto, un elemento di comicità: la mozione di sfiducia al governatore a poche ore dallo scioglimento del Consiglio regionale. Da spaccarsi dalle risate!