Renzi difende le epurazioni: «Le decisioni non si discutono»

Renzi fa lo spaccone. Le polemiche per l’epurazione della dissidenza interna e la vivace protesta di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle, Lega  non smuovono minimamente il premier dalla sua pozizione di uomo solo al comando. Ed è così che Renzi annuncia che tirerà dritto: “Da anni diciamo che è una priorità cambiare la legge elettorale. Fermarsi oggi significherebbe consegnare l’intera classe politica alla palude e dire che anche noi siamo uguali a tutti quelli che in questi anni si sono fermati prima del traguardo. Ma no, noi non siamo così”.

Per Renzi adeguarsi è “democratico”

“È tempo di decidere. Chi grida allo scandalo perché alcuni deputati sono sostituiti dovrebbe ricordare che è non solo normale ma addirittura necessario se crediamo ai valori democratici: si chiama democrazia quella in cui si approvano le leggi volute dalla maggioranza, non in cui vincono i blocchi imposto dalle minoranze”.  Renzi in un post su Facebook : “Ci hanno insegnato che quando si vota all’interno di una comunità si rispettano le decisioni prese assieme”, sottolinea   in cui ribadisce l’intenzione di andare avanti sulla legge elettorale e ricorda che la linea del Partito democratico è stata decisa nelle sedi di partito e nei gruppi parlamentari. Le dieci sostituzioni di deputati della minoranza Pd in commissione Affari costituzionali, in questa logica, rispondono ai “valori democratici del rispetto della maggioranza”.