Regione Liguria, 27 politici verso il processo per le spese pazze

Chiuse le indagini sulle spese pazze in Regione Liguria per il periodo 2010-2012, la vicenda si avvia verso il processo  con 27 indagati fra i quali tutti gli attuali componenti dell’Ufficio di presidenza del Consiglio: il presidente Michele Boffa (Pd), i due vice presidenti Massimo Donzella (Pd) e all’epoca Udc, Luigi Morgillo allora Pdl ed ora Liguria Libera; Giacomo Conti (Federazione della Sinistra), Francesco Bruzzone (Lega). Indagati anche due assessori, Renzo Guccinelli (Pd), allo sviluppo economico, e Matteo Rossi (ex-Sel), allo sport. Sono accusati, a vario titolo, di falso ideologico e peculato in concorso.
Altri consiglieri della Regione Liguria, scegliendo di essere processati con il rito abbreviato sono, di fatto, usciti dal troncone del processo principale. E’ il caso dell’ex-hostess dell’Alitalia Maruska Piredda e di Stefano Quaini, consiglieri dell’Idv in Liguria che, se condannati, dovranno anche risarcire, assieme ai colleghi di partito Marylin Fusco e Nicolò Scialfa, i consumatori visto che il Codacons è stato ammesso come parte civile al procedimento.

Accuse di truffa, falso e appropriazione indebita per l’Idv

I quattro sono indagati insieme all’ex-rappresentante del partito in Liguria ed ex-deputato Giovanni Paladini e al contabile del gruppo Giorgio De Lucchi. Tutti dovranno rispondere del reato di peculato anche se il pm che ha seguito l’inchiesta, Nicola Piacente, ha anticipato l’intenzione di chiedere per i due consiglieri che hanno scelto l’abbreviato, Quaini e Piredda,  l’assoluzione per i reati di falso e truffa perché avrebbero falsificato alcune ricevute mettendo la firma di altri consiglieri. A De Lucchi, i pm Nicola Piacente e Silvio Franz contestano anche l’appropriazione indebita perché avrebbe fatto”sparire”, intascandoseli, 11 mila euro nel 2012.
Secondo l’accusa, i sei avrebbero usato fondi pubblici della Regione Liguria, dal 2010 al 2012, per acquisti personali come slip, libri scolastici, cibo per gatti, costose bottiglie di vino francese, viaggi e taxi per compiere pochi metri in città per un importo complessivo di oltre 90 mila euro.