Puglia, la Meloni mette i paletti: «Poli Bortone solo se tutta FI la sostiene»

«Quella di Adriana Poli Bortone è un’ottima candidatura se funzionale alla vittoria. Se Berlusconi ci garantisce che c’è il sostegno di tutta FI siamo disponibil altrimenti entro 24 ore confermeremo il sostegno a Francesco Schittulli». Così la presidente di Fdi, Giorgia Meloni, al termine dell’ufficio di presidenza sulle regionali, ha fissato i paletti su quel nome che, in assenza di un’intesa tra i fittiani e il resto di Forza Italia, rischia di spaccare il centrodestra e di far perdere la sfida per le Regionali in Puglia. Quella di Adriana Poli Bortone è una candidatura “messa in campo con tempi e metodi francamente discutibili. Sarebbe un errore per Poli Bortone farsi utilizzare in una regione dove per regolare i conti interni” a FI si impedisce di fatto al centrodestra di essere competitivo”, aggiunge la presidente di Fdi, sottolineando: «Ci avrebbe fatto piacere se lei avesse partecipato, ma ci ha fatto conoscere le sue intenzioni tramite mezzo stampa». Riguardo le altre regioni, la Meloni spiega che Fratelli d’Italia è disponibile, in Liguria, a convergere su candidature diverse da quella di Giovanni Toti: «Ci sono esponenti di FI come Enrico Musso o Matteo Rosso sui quali saremmo disposti a convergere. «Fdi, aggiunge Ignazio La Russa non chiude al sostegno di Toti ma vorremmo discuterne e Toti ha la controindicazione di essere visto come candidato paracadutato».

L’appello a Berlusconi

«Vogliamo sapere se sulla Poli Bortone, che è un nostro candidato, che quindi ci piacerebbe molto vedere candidato alla presidenza della Regione Puglia, Berlusconi può garantire almeno il sostegno di tutta Forza Italia», spiega la Meloni, augurandosi che l’ex sindaco leccese “resti in Fdi” ma sottolineando come “sarebbe un errore per una persona con la storia di Poli Bortone farsi utilizzare per impedire al centrodestra di essere competitivo”. Nel documento redatto al termine dell’ufficio di presidenza, si sottolinea inoltre come “al momento la candidatura di Poli Bortone appaia divisiva e quindi non in grado di mirare alla vittoria e all’unione della coalizione. Sarebbe perciò lesiva per la stessa Poli Bortone, oltre che per la linea scelta da Fratelli d’Italia”. «Solo nel caso di una candidatura effettivamente competitiva e non schierata per regolare i conti interni a Fi – si legge ancora nel testo – potrebbero essere superate le forti obiezioni espresse da un documento del coordinamento regionale pugliese di Fratelli d’Italia, che ricorda di avere predisposto le liste con candidati pro-Schittulli ed essersi già mobilitato con conferenze stampa e manifestazioni a favore della candidatura di Schittulli, che hanno visto la partecipazione entusiastica della stessa Poli Bortone». L’Ufficio di Presidenza invita quindi Berlusconi, “a determinare le condizioni per l’unità del suo partito e quindi della coalizione di centrodestra – ancora possibile sol che tutti lo vogliano – attorno ad un unico candidato. In mancanza di questo, le circostanze sovraesposte e il rispetto della parola data – che a destra ha sempre un forte valore – indurrebbero a confermare il proprio appoggio nelle prossime 24 ore a Francesco Schittulli, fino a ieri ritenuto da tutto il centrodestra il migliore antagonista di Michele Emiliano. In questo caso, chiederemmo alla senatrice Adriana Poli Bortone di non accettare una candidatura strumentale», sottolinea ancora il documento.

La replica di Toti alla Meloni

«Mi pare che il progetto di Fitto sia uscito dai binari del progetto di Berlusconi. Io dissi che le regionali erano elezioni importanti e che dirigenti dovevano metterci la faccia. Io sono venuto in Liguria, in Puglia si litiga su tre poltrone in più e alla fine gli elettori valuteranno l’operato di Fitto», dice Giovanni Toti, consigliere politico di Fi a radio Capital, per poi andare sul caso-Puglia. «La Poli Bortone noi l’appoggiamo e pure la Lega, per coerenza dovrebbe appoggiarla anche Fratelli d’Italia. Sarebbe come se Forza Italia non votasse per Toti. C’è chi lavora per ricostruire come ho fatto io, per rimettere insieme la coalizione e c’è chi si diverte a dividere atomo…», conclude Toti.