Pompei, tassa di soggiorno da 5 euro. Per i restauri? No, per le casse comunali

Pompei, prima paghi poi entri. Èpolemica sulla decisione della giunta del Comune del via libera a una tassa di soggiorno proporzionale e non superiore ai 5 euro da imporre alle strutture ricettive. È una misura volta a trovare fondi per i restauri  e la manutenzione di uno dei più grandi siti ideologici dell’umanità? No, lo scopo è quello di  rimpinguare le casse comunali. Si tratta di un indirizzo dell’amministrazione di Pompei guidata dal sindaco piddino Nando Uliano, che dovrà essere ratificato dal Consiglio comunale. La  decisione – manco a dirlo –  ha immediatamente trovato opposizione negli operatori del settore. “Io inorridisco – afferma Ettore Cucari, presidente della Fiavet regionale, federazione dei tour operator -. Per chi intende restare un weekend è un esborso enorme, inapplicabile, per giunta. Perché queste cose si decidono un anno prima. I pacchetti turistici sono già venduti e non si possono chiedere ai visitatori ulteriori spese a quanto hanno già pagato. Tutto questo dimostra che a prendere queste decisioni sono persone che hanno una conoscenza scarsissima del mercato turistico. Vuol dire che dirotteremo i nostri gruppi su altre città. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha apprezzato Ercolano e Stabia. Porteremo i turisti lì dove non si paga un euro in più rispetto a quanto stabilito. Vuol dire che Pompei in futuro conterà due città morte: quella antica e quella moderna”. Proviamo un po’ a fare i conti in tasca ai malcapitati turisti. Immaginiamo una famiglia di 4 persone. Per stare due giorni a Pompei dovrà sborsare la bellezza di 40 euro in più rispetto al viaggio, all’albergo e al vitto. Di questi tempi non è davvero un toccasana. Non c’è dubbio che Uliano sia, quanto a idee, un sindaco “vulcanico”. Ma questo termine, applicato a Pompei, non è propriamente tranquillizzante…