Poli Bortone: «Spero nella saggezza di tutti. La vittoria è un obbligo morale»

«Spero nella saggezza e nella intelligenza politica di Fitto rispetto a un quadro che si può ricomporre in Puglia come si è ricomposto a Lecce». Dal caos del centrodestra in Puglia si leva ora la voce di Adriana Poli Bortone, candidata da Forza Italia a governatrice della regione, «un’ottima candidatura se funzionale alla vittoria», come l’ha definita Giorgia Meloni, presidente di FdI, partito nelle cui fila si trova impegnata la stessa Poli Bortone. Un nome, il suo che sta rischiando di non essere messo a frutto di una ricomposizione e per questo FdI si è espresso con chiarezza: se «tutta Forza Italia» convergerà sulla senatrice leccese, avrà l’appoggio di FdI, altrimenti si proseguirà con l’appoggio a Schittulli.

Puglia, parla la Poli Bortone

Punto primo, ricomposizione: la Poli Bortone si aspetta che Fitto ricambi un “favore” compiuto qualche anno fa. «Nei percorsi politici che ho affrontato  in questi ultimi anni, io ho avuto anche la richiesta molto forte all’epoca di Fitto, quando si è trattato delle elezioni amministrative a Lecce, di non presentare una lista alternativa alla candidatura del suo candidato sindaco Perrone, perché avremmo dato la città alla sinistra. Di fronte a una prospettiva del genere ho detto va bene, accantoniamo gli sgarbi per mantenere la città al centrodestra. Per cui Fitto con me – rileva – non dovrebbe avere, in termini politici, nessun tipo di preclusione. Credo – conclude Poli Bortone – sia un obbligo morale da parte di Fitto nei riguardi dei pugliesi per far vincere il centrodestra: sono dieci anni che abbiamo Vendola proprio per le divisioni interne». Ammesso che Fitto faccia un passo indietro, resta un altro nodo da sciogliere: l’accordo con Fratelli d’Italia, perplessi non certo sulla sua persona ma sui metodi e i tempi giudicati «discutibili», visto che le sue intenzioni ad accettare la candidatura sono state  comunicate «a mezzo stampa».

«La Meloni non vada verso un nuovo centro»

Cosa farà , allora, se i “paletti” posti da FdI non saranno considerati e il partito continuerà ad affiancare la corsa di Schittulli per il centrodestra? «Mi consulterò con quelli che sono entrati insieme con me nella costituente di FdI», risponde la Poli Bortone. «Noi ci siamo entrati come componente di destra meridionalista, quindi ho il dovere di consultarli». Era circolata anche la voce di una possibile uscita della Poli Bortone dal partito, qualora prevalesse questa ultima ipotesi. Ma «attualmente – spiega  – non ho motivo di lasciare FdI». E quanto all’ultimatum che il presidente di FdI ha lanciato a FI (o tutto il partito con Poli Bortone o noi siamo con Schittulli), lei risponde: «La Meloni non poteva dire una cosa diversa secondo me. Nel senso che il partito cerca di individuare l’unità». «Mi auguro che il disegno della Meloni – aggiunge- sia quello della ricostruzione di una destra e non di arrivare alla costruzione di un nuovo centro. Perché non rientra nei miei obiettivi politici». «Qualcuno – riferisce – mi dice che il disegno della Meloni è diverso, perché con Tosi e Fitto vogliono dare vita a un nuovo centro. Ma io non penso possa essere questo il disegno, precisa l’ex ministro che risponde con un “no” secco a chi le chiede se esiste la possibilità di lasciare FdI per Forza Italia. Una parolina anche per il professor Schittulli, che ha sposato le richieste di Fitto. Poli Bortone sottolinea di «non aver condiviso» il suo atteggiamento «perché pensavo rimanesse super partes. Un candidato presidente – conclude – ha tutto l’interesse a cercare di mettere insieme piuttosto che assumere le parti dell’uno o dell’altro».