Poli Bortone a Meloni: «Non lascio FdI». E Giorgia: «Rinuncia a candidarti»

Poli Bortone e Meloni: è scambio di lettere sulla questione della candidatura dell’ex sindaco di Lecce alle elezioni regionali in Puglia «Io ho scritto alla Meloni dicendo che intendo rimanere nel partito perché credo che la vocazione del partito sia quella di costruire realmente una destra». Così Adriana Poli Bortone, parlando con l’Ansa della sua candidatura alla presidenza della Regione in Puglia con Forza Italia e Lega. Il suo partito, invece, sostiene l’altro candidato dell’area di centrodestra, Francesco Schittulli. Arriva a stretto giro la risposta di Giorgia Meloni: «La presente è per rivolgerti formale richiesta di rinuncia ufficiale alla candidatura a Presidente per una coalizione diversa da quella individuata dal movimento».

Meloni a Poli Bortone: «No, a operazioni tese a indebolire FdI»

Così la Poli Bortone motiva la sua scelta: «Mi sono meravigliata dello schieramento che è stato deciso non in virtù di una unità ritrovata perché non è stata ritrovata. Fra i due schieramenti hanno preferito andare con uno spezzone di FI, quello dei dissidenti; e con il Nuovo centrodestra, Area popolare che sia, che sta al governo con Renzi. Quindi – rileva – mi è sembrata incoerente la scelta. Sarebbe stata coerente se fossimo stati tutti quanti insieme». Ma la Meloni ribadisce, nella missiva di risposta, le ragioni della scelta di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale: «Cara Adriana,  ti comunico che l’Ufficio di Presidenza del nostro partito ha deliberato all’unanimità la decisione di non accettare la proposta di cambiare il candidato alla Presidenza della Regione Puglia, individuato insieme nelle scorse settimane. Non essendosi concretizzate le condizioni necessarie a rendere utile una candidatura differente da quella del dottor Francesco Schittulli, da te ufficialmente presentato a nome del nostro movimento,  ritengo doveroso chiederti di non prestarti in alcun modo a operazioni pretestuose e poste in essere con modalità discutibili, tese a indebolire Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e l’intero centrodestra e a favorire la coalizione avversaria»