Pena di morte, de Blasio dice “no” al boia per l’attentatore di Boston

Il sindaco di New York, Bill de Blasio, torna a schierarsi “senza se e senza ma” contro la pena di morte. E lo fa dicendo “no” al boia per Dzhokhar Tsarnaev, l’attentatore della maratona di Boston. Per de Blasio in qualsiasi condanna il carcere a vita deve essere la forma più severa di pena.

Pena di morte, da sempre de Blasio è fermo oppositore

La presa di posizione del sindaco arriva nei giorni in cui la giuria deve decidere se condannare a morte il giovane attentatore che insieme al fratello Tamerlan piazzò le bombe che due anni fa uccisero tre persone tra cui un bambino di otto anni. Tsarnaev è stato giudicato colpevole di tutti e trenta i capi di accusa per la strage della maratona di Boston nel 2013. Da sempre de Blasio è un fermo oppositore della pena capitale. «Credo – ha detto – che la pena capitale è la direzione sbagliata per questo paese, e persino un atto terroristico atroce come questo dal mio punto di vista non merita la pena di morte. Merita il carcere a vita». Non la pensava così uno dei suoi predecessori, Rudy Giuliani il quale all’epoca disse che avrebbe voluto essere lui personalmente a giustiziare Bin Laden. Giuliani era in carica durante gli attentati dell’11 settembre 2001. «La vendetta – disse in un’intervista nel 2011 – non è un nobile sentimento, ma è umano». Contrario alla pena di morte anche Michael Bloomberg, democratico quasi tutta la vita e convertitosi ai repubblicani nel 2007 per candidarsi a sindaco di New York. Attualmente è indipendente.