Pd all’ultima spiaggia: sui manifesti mettono Rimini e dicono che è Ostia

Da qualche giorno Roma è letteralmente incartata da manifesti del Pd riguardanti i nuovi varchi aperti sul litorale di Ostia. Sono solo cinque accessi ma su quelle libere entrate conquistate dopo un duro braccio di ferro con i gestori, Pd e sindaco Marino hanno deciso di fare una campagna d’immagine che possa attirare l’attenzione dei cittadini (spostando i riflettori su Ostia e allontanandoli da una Roma in stato comatoso).

I nuovi varchi tra rifiuti e ruggine

Ma il punto è che i nuovi varchi non sono fotografabili: ruggine, rifiuti, degrado si sono accumulati nei decenni. E allora che si fa? Si prende una bella foto del litorale di Rimini e ci si scrive sopra lo slogan: “Legalità per rilanciare il mare di Ostia”.  Già, ma la spiaggia non è quella giusta. Ovviamente qualcuno si accorge dell’errore e la “svista” finisce sui giornali. Ecco allora il responsabile dello scambio di litorali, Athos De Luca, presidente della commissione Ambiente al Comune di Roma, che si giustifica: “Non è la spiaggia di Ostia quella nella foto e l’abbiamo scelta volutamente. Volevamo dare ai romani un’immagine di mare e ombrelloni senza stabilimenti e abbiamo trovato una foto del litorale di Rimini […] Nella foto che abbiamo scelto si vedono solo ombrelloni, non strutture che ostacolano l’accesso alla battigia e questo ci auguriamo che accada anche a Ostia”. Una giustifciazione credibile? Sarà, ma forse la pezza messa è stata peggiore del buco. A volte ammettere un errore è meglio che cercare a tutti i costi di difenderlo…