Il Papa incontrerà gli armeni. Parlerà di genocidio? È tensione con la Turchia

Pronuncerà o non pronuncerà la parola “genocidio” a proposito dei milioni di armeni morti cento anni fa, nel 1915, per opera dell’impero ottomano? C’è molta attesa per la messa che domenica prossima alle 9 papa Francesco celebrerà nella basilica di San Pietro per i fedeli cattolici di rito armeno nel centenario del “grande male”. Ma qualsiasi cosa dica il Papa in quell’occasione, la sua iniziativa e le parole già spese in questi giorni dal Pontefice sui «massacri degli armeni» e sul loro «sistematico annientamento» rischiano di generare nuove tensioni con la Turchia, Paese che sul quel genocidio, il primo del XX secolo, ha tuttora una posizione drasticamente negazionista. Un primo segnale? Dopo aver dapprima convocato una conferenza stampa per domenica alle 13, immediatamente successiva alla messa del Papa, l’Ambasciata di Turchia presso la Santa Sede l’ha in tutta fretta annullata, e senza particolari spiegazioni, all’indomani proprio del discorso di Bergoglio al Sinodo patriarcale della Chiesa Armeno-Cattolica.

Armeni: Ankara non ha gradito le frasi di Bergoglio

Malumori dal fronte turco cominciano insomma a serpeggiare – dopo che se ne erano avuti i primi sentori in occasione dell’organizzazione del viaggio di Francesco ad Ankara e Istanbul del novembre scorso – e potrebbero in breve venire allo scoperto se è vero che il Pontefice argentino, anche senza certificare lessicalmente il termine “genocidio”, usa espressione che ne sono degli inequivocabili sinonimi. Parlando giovedì al Sinodo Armeno-Cattolico, il Papa ha detto che domenica pregherà in suffragio per gli armeni «che furono vittime cento anni or sono» e perché si arrivi a «gesti concreti di riconciliazione e di pace tra le Nazioni che ancora non riescono a giungere ad un ragionevole consenso sulla lettura di tali tristi vicende». Bergoglio ha incalzato dicendo che «la commemorazione delle vittime di cento anni fa ci pone dinanzi alle tenebre del “mysterium iniquitatis”». E ha ricordato anche una figura come quella di papa Benedetto XV «che intervenne presso il sultano Mehmet V per far cessare i massacri degli armeni». Parole che non possono far piacere alla Turchia di oggi e al suo governo, che nega strenuamente il riconoscimento di quel genocidio (due milioni di morti): ed è questa, tra l’altro, una delle cause di tensione tra Unione europea e Turchia.