Orrore a Milano: un pediatra avrebbe abusato di 11 bambini in un decennio

Un pediatra che lavorava in una clinica di Milano avrebbe abusato di undici bambini, tutti minori di 14 anni e uno anche di appena 2 anni, nell’arco di oltre dieci anni. È il quadro sconcertante che è emerso da un’inchiesta condotta dagli agenti del commissariato Lorenteggio e della Squadra mobile e coordinata dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal pm Cristian Barilli. A fine maggio dello scorso anno, il pediatra, Maurizio L., 55 anni e residente nell’hinterland milanese, era stato fermato con le accuse di violenza sessuale su un bambino di 12 anni, produzione e detenzione di materiale pedopornografico e stalking per aver tempestato di sms la sua giovane vittima (l’inchiesta era partita proprio da una denuncia dei genitori per atti persecutori). In questi mesi, però, le indagini sono proseguite con rogatorie anche in Svizzera, dove l’uomo, difeso dal legale Fabio Liotta, aveva una casa, e con le analisi di una serie di filmati sequestrati e nei quali si vedevano bimbi costretti a subire atti sessuali e sevizie. E proprio da quelle immagini gli investigatori sono risaliti alle identità delle altre dieci vittime. Così il medico, il quale, benché avesse alle spalle un richiamo disciplinare e una condanna definitiva per detenzione di materiale pedopornografico, continuava ad esercitare, è finito a processo con rito abbreviato per una lunga lista di imputazioni davanti al gup di Milano Giuseppe Gennari.

Il pediatra 55enne è tuttora detenuto

L’uomo, tuttora detenuto, tra il 2003 e il 2014, come si legge negli atti dell’inchiesta, avrebbe costretto «bambini in età preadolescenziale, con problemi comportamentali perché cresciuti in famiglie problematiche, a subire violenze sessuali nell’ambito di rituali assertivamente esclusivi». Con i piccoli, infatti, il medico «instaurava rapporti confidenziali anche mediante attribuzione di nomignoli quali “cioccolatino magico”, “folletto”, “cherubino” e poi denigrava i loro genitori e induceva i bimbi a compiere atti sessuali, chiedendo loro di mantenere il segreto. E diceva loro anche che alcuni suoi piccoli pazienti «che avevano interrotto prematuramente le sue ‘terapie» si erano poi suicidati. «Non si interrompe mai… un percorso con lo specialista senza pagarne le conseguenze», scriveva ad una delle sue vittime in un sms. Dalle indagini, inoltre, è venuto a galla che il pediatra avrebbe anche abusato di un «bambino non compiutamente identificato dell’età di circa 1-2 anni» e avrebbe anche filmato quelle violenze. Il medico, che si era anche abusivamente attribuito la qualifica di psicologo, avrebbe poi portato uno dei bimbi in un parco divertimenti e avrebbe passato la notte con lui in un hotel. Martedì la sua difesa ha cercato di giocare la carta del rito abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica, ma il gup non ha accolto l’istanza. Il prossimo 23 giugno la parola passerà al pm per la richiesta di condanna.