Operazione “Lavoro sicuro”: a Prato irregolari 7 aziende cinesi su 10

Delle circa duemila aziende controllate dalla Regione Toscana – nell’ambito del progetto Lavoro Sicuro inaugurato a settembre – circa il 70% sono irregolari. Le ditte sono collocate in gran parte nella provincia di Prato (dove la percentuale delle irregolari sale all’85%)) ma il progetto opera azioni di controllo anche in quelle in provincia di Firenze, Empoli e Pistoia. Il coordinatore del Piano straordinario regionale, Renzo Berti, ha presentato oggi i risultati aggiornati dei controlli nel corso di un intervento al convegno sulla legalità organizzato a Prato in una ditta cinese, “Andrea&Yaoli”. Berti ha spiegato che «entro la fine dell’anno si potrà dire di aver effettuato controlli sulla metà delle 7.700 aziende del territorio». In totale sino ad ora sono stati scovati 160 dormitori abusivi in altrettante ditte cinesi, mentre 118 aziende sono state sequestrate. «Tuttavia – ha detto Berti commentando i grafici – assistiamo ad di una volontà delle ditte fuori dalle regole, che sono soprattutto cinesi, ad adeguarsi ed entrare in un percorso di legalità».

A Prato intensificati i controlli dopo la strage del 2013

L’operazione è partita dopo che nel dicembre 2013 a Prato sette operai persero la vita nell’incendio di un capannone-dormitorio
dove lavoravano. Dal primo luglio 2014 ha preso il via il progetto “Lavoro sicuro” grazie al quale entro il 2015 verranno sottoposte a controllo 4.400 delle 7.700 aziende cinesi attive a Prato, Empoli, Firenze e Pistoia, con un ritmo di ispezioni 5 volte superiore a quanto previsto dalla legge nazionale. Tutto ciò è reso possibile grazie alla task-force di tecnici della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro che, con le 74 nuove assunzioni garantite dalla Regione Toscana, porta a 213 il numero dei controllori impegnati nell’area vasta centro. I 74 tecnici della prevenzione in gran parte operano nella città tessile dove sono triplicati, passando dai precedenti 20 a 70.

Prato, l’ultima fabbrica-lager scoperta in febbraio

Nel corso degli ultimi controlli effettuati, a febbraio è stata sequestrata a Prato una casa-fabbrica, con 25 postazioni “taglia e cuci” e ambienti ristretti per dormire. I locali dell’abitazione erano destinati a dormitorio per gli operai, tutti cinesi come il titolare della ditta. Trovati anche tre clandestini. Gli ispettori del Lavoro hanno sospeso l’attività imprenditoriale mentre la polizia municipale ha sequestrato l’immobile destinato impropriamente all’attività artigianale e privo dei requisiti minimi di igiene e sicurezza, anche in materia antincendio.