Olimpiadi 2024, Parigi sfida Roma con un progetto “low cost”

Parigi è ormai a un passo dal candidarsi ufficialmente per ospitare i giochi olimpici e paralimpici del 2024, in concorrenza con Roma, Amburgo e Boston. Dopo il rapporto di fattibilità favorevole, presentato nei mesi scorsi da un comitato di rappresentanti del mondo sportivo trasalpino, è stato oggi il consiglio municipale a dire sì alla candidatura della Ville Lumiere. Un voto a larga maggioranza, che dà di fatto il via all’iter di preparazione del dossier di candidatura, da presentare entro il 15 settembre prossimo, il cui risultato era assolutamente previsto sia in Francia che nelle altre città candidate. «Io ho sempre sostenuto che Parigi si sarebbe candidata – ha commentato da Roma il presidente del Coni, Giovanni Malagò – Quindi, nella mia testa, e di tutti quelli che si stavano occupando della candidatura olimpica, era una rivale prevista e per la quale abbiamo massimo rispetto».

Olimpiadi 2024, una candidatura “eco-compatibile”

La proposta di “lanciarsi nell’avventura olimpica” per Parigi era in effetti nell’aria da quasi un anno, ma inizialmente molti si erano mostrati scettici, a cominciare dal sindaco Anne Hidalgo, eletta proprio 12 mesi fa e poco propensa a farsi trascinare in un’avventura decisa da altri. Nel corso dei mesi, però, le consultazioni con il mondo sportivo da un lato, il governo francese e le istituzioni regionali dall’altro, l’hanno convinta a sostenere l’idea. Ma non senza porre una condizione: che quella di Parigi sia una candidatura olimpica “etica ed eco-compatibile”, e soprattutto con un budget contenuto, nettamente al di sotto degli oltre 11 miliardi di euro spesi da Londra per i Giochi 2012 e dei costi faraonici delle Olimpiadi invernali di Sochi. Da qui nasce l’idea di un progetto dal costo non superiore 6 miliardi di euro, che si appoggi fortemente sulle numerose strutture sportive già esistenti nella capitale francese e nei dintorni, dai campi da tennis del Roland Garros allo Stade de France, passando per il palazzetto dello Sport di Parigi Bercy, abituato ad ospitare competizioni internazionali di basket, pallavolo e pallamano, e il Grand Palais, già teatro degli ultimi mondiali di scherma. Per quanto riguarda invece il villaggio olimpico, l’ipotesi più accreditata è che sorga nella banlieue “difficile” della Seine-Saint-Denis, e sia pensato per trasformarsi poi in un polo di edilizia sociale e servizi per un’area bisognosa di sviluppo urbanistico.