Nuova ondata di sbarchi. 1700 tratti in salvo, i gommoni ora arrivano in Puglia

Due giorni fa il Viminale aveva preannunciato, con l’approssimarsi della bella stagione e il miglioramento delle condizioni meteo, una nuova ondata di sbarchi sulle nostre coste. E ieri la “previsione” si è subito materializzata con la segnalazione nel Canale di Sicilia di tre barconi carichi di migranti, tra cui un gran numero di donne e bambini, partiti dalle coste libiche. Le operazioni di soccorso, scattate immediatamente sotto il coordinamento della centrale operativa della Guardia Costiera, si sono concluse oggi con il salvataggio di quasi 1700 profughi su una decina di imbarcazioni. Cifre che preannunciano una vera e propria emergenza alla quale si continua a non dare adeguata risposta.

Un cadavere su una delle imbarcazioni

Ma come sempre avviene in questi casi il bollettino degli sbarchi è stato accompagnato anche dall’aggiornamento della tragica statistica relativa al numero di persone morte durante la “traversata”. Su uno dei barconi c’era infatti anche un cadavere che è stato recuperato. Le “carrette del mare” in difficoltà, che avevano lanciato l’Sos tramite telefoni satellitari, si trovavano tutte in un tratto di mare a circa 30 miglia dalle coste libiche. Le richieste di aiuto sono giunte nel primo pomeriggio di venerdì alla Centrale Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera. Nella zona sono stati subito dirottati diversi mercantili, la Nave Fiorillo CP 904 e una motovedetta classe 300, entrambe della Guardia Costiera. Anche la Marina Militare ha partecipato alle operazioni di soccorso, raggiungendo uno dei barconi con il pattugliatore Orione, impegnato in vigilanza pesca nel Canale di Sicilia.

Sbarchi anche in Puglia

 

Gli sbarchi però non hanno riguardato solo la Sicilia ma si sono spinti fino in Puglia: 73 migranti sono stati rintracciati venerdì notte dalla forze di polizia nel sud Salento dopo avere raggiunto la riva a bordo di due gommoni, uno dei quali è riuscito a riprendere il largo prima di essere bloccato dalle motovedette.