Naufragio, al comandante contestato anche il sequestro di minorenni

«Il nostro barcone, prima di affondare, ha “sbattuto” tre volte contro il mercantile che era venuto a soccorrerci». Così un diciassettenne del Bangladesh, tra i quattro minorenni sopravvissuti, ha rievocato il naufragio al largo della Libia. Due ragazzini sono stati condotti in un ufficio giudiziario di Catania e gli altri sono stati sentiti nel centro di accoglienza “La Madonnina” di Mascalucia da funzionari della polizia di Stato. Sull’assunzione di alcol e droga da parte del comandante il diciassettenne ha detto di «non esserne a conosceva: lo vedevo fumare, ma non so che cosa fosse». Dopo la collisione tutti sono finiti in mare: «Sono rimasto in acqua mezz’ora e mi sono salvato perché so nuotare».

Naufragio, uso di droga? Il legale degli scafisti: dagli atti non risulta

Mercoledì era circolata la notizia che il comandante era ubriaco e aveva fumato spinelli sin dalla partenza. Ma l’avvocato Massimo Ferrante che difende i due presunti scafisti, un tunisino di 27 anni, ritenuto il comandante, e un suo aiutante, un siriano di 25 anni ha smentito la notizia: «Negli atti in mio possesso non c’è alcuna testimonianza sull’assunzione di droga e alcolici da parte di nessuno dei due miei assistiti, né è contestata loro un’apposita aggravante».

La procura di Catania ha interrogato i sopravvissuti

La procura di Catania ha interrogato anche altri sopravvissuti al naufragio. Dalle testimonianze raccolte, ha sottolineato il procuratore Giovanni Salvi, è stata «confermata la ricostruzione di fatti sin qui operata e in particolare il fatto che coloro che si trovavano nei ponti inferiori sono stati chiusi all’interno dello scafo e che le porte sono state serrate». Per questo la Dda della procura di Catania ha contestato al presunto “capitano” del barcone, il tunisino Alì Malek Mohammed anche il delitto di sequestro di persona, aggravato dalla presenza di minori. La richiesta di convalida dei fermi dei due presunti scafisti è stata inviata dalla Dda all’ufficio del gip. Gli incidenti probatori davanti al gip Rosa Alba Recupido si terranno a partire da venerdì prossimo.