Marò, nuovo rinvio a luglio per il ricorso. L’India fa ancora melina

Ancora un rinvio sulla sorte dei  due marò italiani. La Corte suprema indiana ha deciso rimandare a dopo le vacanze estive, che terminano l’1 luglio, tutti i casi iscritti compreso l’avvio della discussione del ricorso dei fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone contro la polizia investigativa Nia. I giudici esamineranno quindi solo alcuni casi riguardanti la possibile applicazione della pena di morte.

Ancora buio per i marò

La decisione di rinviare il verdetto sui marò presa del presidente dell’aula n.3 della Corte Suprema, Anil R. Dave, sarebbe stata puramente tecnica e ha riguardato non solo il caso dei nostri marò, ma tutti i 25 che dovevano essere discussi il 28 aprile. Questo perché in una seconda lista supplementare pubblicata sul sito internet della Corte è stato aggiunto all’ultimo momento un nuovo caso, il n.26, che si trascina da anni a vari livelli della giustizia indiana in cui gli imputati sono passibili di pena di morte. Il giudice Dave ha deciso a questo punto di dare la precedenza all’esame di questa vicenda, rinviando tutti gli altri casi a dopo le vacanze estive della Corte.

Latorre in Italia

Massimiliano Latorre, come è noto, è stato autorizzato a rimanere in Italia fino al 15 luglio per sottoporsi alle cure mediche dopo l’ictus dell’estate scorso. Lo ha stabilito la Corte Suprema indiana il mese scorso. Il marò è in Puglia per dopo essere stato sottoposto nel gennaio 2015 a un intervento al cuore. Il 14 gennaio la Corte Suprema aveva già concesso una prima estensione di tre mesi, proprio per motivi umanitari. Salvatore Girone, invece, continua invece a essere “sequestrato” in India tra oltre due anni e si trova presso nell‘ambasciata d’Italia a New Delhi.