Marò, la Corte indiana: Latorre può rimanere in Italia per altri tre mesi

Massimiliano Latorre è stato autorizzato a rimanere in Italia fino al 15 luglio. Lo ha deciso la Corte Suprema indiana. La decisione è giunta dopo un dibattito durato una ventina di minuti, durante il quale è stato riesaminato brevemente l’iter giudiziario in cui sono sono coinvolti Latorre e Salvatore Girone, che si trova in India. In particolare i giudici hanno ricordato l’esistenza di un ricorso italiano contro la presenza della polizia antiterrorismo Nia, e hanno disposto la fissazione di un’udienza entro la fine di aprile.

Marò, Latorre ancora in ospedale

«Concessa la proroga di tre mesi per permesso motivi salute a Latorre: saremo soddisfatti solo quando tutti e due i marò saranno definitivamente liberi!», ha scritto su Twitter Elio Vito, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Difesa. «Sicuramente questa proroga consente a Massimiliano di proseguire le cure in un ambiente più salubre quale può essere quello domestico. Questo almeno dal punto di vista fisico – ha detto, dal canto suo, Paola Moschetti compagna di Latorre – Da quello psicologico sicuramente è un sollievo temporaneo. In ogni caso, si attende la risoluzione e il rientro di Salvatore per poter tirare un vero respiro di sollievo». La donna ha detto ancora: «Massimiliano non ha ancora appreso la notizia perché è in ospedale. In questi giorni – spiega Paola – non è stato tanto bene e ha avuto mal di testa». Massimiliano Latorre si trova nella sua abitazione, a Taranto, dal 13 settembre scorso dopo l’ictus che lo ha colpito in India. Moschetti ha poi ribadito la necessità di una rapida soluzione per la vicenda dei due fucilieri che, ha detto, «sono innocenti». «L’ingiustizia – ha spiegato – c’è a prescindere. A maggior ragione vista la loro innocenza».

Gasparri: «Il “metodo” Minniti ci ha stancato»

«Lieto che Latorre, non debba tornare in India – ha detto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri – indignato perché in quel Paese che calpesta il diritto debba ancora rimanere sequestrato il fuciliere Girone, trovo miserevole la politica in materia condotta dal governo Renzi. Queste proroghe per ragioni di salute, peraltro assolutamente fondate, sono un metodo non dignitoso per il nostro Paese. Bisogna portare la vertenza dei nostri marò nelle sedi internazionali ed esigere che possano rimanere in Italia in attesa delle valutazioni sulla vicenda che li ha coinvolti, fatte in una sede terza e neutrale, come prevede il diritto internazionale. Il “metodo” Minniti ci ha stancato e nei prossimi giorni ne parleremo in Parlamento. Si sta agendo in maniera non trasparente, fallimentare, senza rendere conto a nessuno di quanto si sta facendo con risultati, tra l’altro, patetici».