Luciano Fontana è il nuovo direttore del Corriere della Sera. Vince la continuità

Il Consiglio di amministrazione di Rcs ha nominato Luciano Fontana nuovo direttore del Corriere della Sera. La notizia del successore di Ferruccio De Bortoli alla direzione del primo quotidiano d’Italia non è ancora ufficiale. Secondo quanto si apprende sono presenti tutti i consiglieri, anche se tre amministratori sono collegati telefonicamente (Teresa Cremisi, Dario Frigerio e Paolo Colonna). Deciso il nome, come da prassi e da contratto giornalistico, il Cda del Corriere della Sera nformerà il cdr e successivamente ci sarà la comunicazione ufficiale

Fontana al timone del Corriere

 Classe 1959, Fontana è attualmente condirettore del Corriere della Sera ed era il candidato appoggiato da Ferruccio de Bortoli, una scelta di continuità.Originario di Frosinone, laureato in Filosofia del Linguaggio, è stato all’Unità per undici anni, dall’86 al ’97. Prima di approdare a via Solferino ha lavorato principalmente nelle redazioni della cronaca e del politico e dell’ufficio centrale del quotidiano romano diretto da Walter Veltroni. Battuti al fotofinish, dunque, l’ex direttore della Gazzetta dello sport Carlo Verdelli (malgrado la sponsorizzazione di John Elkann) e il direttore del Tg1 Mario Orfeo. Dal 1997 è passato a Milano al Corriere della Sera, dove ha percorso l’intera carriera di desk passando dall’ufficio centrale alla vicedirezione fino a quando, nel marzo 2009 con il ritorno di de Bortoli al posto di Mieli, è stato nominato condirettore nella sua attuale posizione.

Il saluto di de Bortoli

«Del giovane caudillo Renzi, che dire? Un maleducato di talento, disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche. Personalmente mi auguro che Mattarella non firmi l’Italicum». È uno dei passaggi più polemici del saluto ai lettori del Corriere della Sera da parte del direttore Ferruccio de Bortoli, pubblicato integralmente dal quotidiano. «Il Corriere non è stato il portavoce di nessuno – scrive – tantomeno dei suoi troppi e litigiosi azionisti. Non ha fatto sconti al potere, nelle sue varie forme, nemmeno a quello giudiziario. Ha giudicato i governi sui fatti, senza amicizie, pregiudizi o secondi fini. E proprio per questo è stato inviso e criticato. Chi scrive ha avuto lunghe vicende giudiziarie con gli avvocati di Berlusconi, con D’Alema e tanti altri. Al nostro storico collaboratore Mario Monti non piacquero, per usare un eufemismo, alcuni nostri editoriali. Come a Romano Prodi, del resto, a suo tempo».

Della Valle: non me ne occupo

«Ricordo che è il Consiglio di amministrazione che ha il compito di scegliere il direttore e non gli azionisti». La puntualizzazione arriva da Diego Della Valle, tra i grandi soci di Rcs, a proposito della nuova direzione del Corriere. In una nota l’imprenditore nega risolutamente «prese di posizione che mi vengono attribuite in merito al direttore, sono ”estranee al mio pensiero».