L’Expo no problem dell’antifascista Farinetti: il Natale che si fece Oscar

Che lenza questo Farinetti. L’Expo avrà pure problemi. Ma lui no. Lui è no problem. Intanto ad uno che all’anagrafe risulta Natale e invece si fa chiamare Oscar bisognerebbe assegnargliela d’ufficio la famosa statuetta. Lui che è così piacione che nemmeno Rutelli riuscirebbe ad eguagliarlo. Piacione e furbissimo. Passato dall’Unieuro del padre al business tutto suo del cibo con l’idea vincente di Eataly,  Oscar ha cavalcato sempre la politica piacente. E vincente.  Della sinistra. Quella con la quale, appunto, vinci pure se perdi. Amicizie giuste, giornalisti giusti: un frullato cremoso garanzia di successo. Successo e fama arrivati con l’intuizione della vetrina del cibo made in Italy. Centinaia, migliaia di metri cubi con il meglio della produzione nostrana: Roma, Milano, Firenze. Con Giappone e New York fiori al suo occhiello.  Tra i tanti che li hanno presi per i fondelli, almeno lui ha cercato di prenderli per la gola, questi creduloni di italiani. Che essendo, infatti, piuttosto facili all’entusiasmo hanno fin da subito affollato i suoi mega store colmi di prelibatezze.

Expo no problem

Certo, c’è stato pure qualcuno che ha obiettato su veri o presunti favori di questo o di quel sindaco nella concessione degli spazi; c’è stato chi ha eccepito sulla tipologia di assunzioni dei tanti ragazzi che ci lavorano. E c’è, infine, chi ha messo becco sull’appalto col quale Eataly gestirà uno spazio tutto suo all’Expo di Milano: venti ristoranti regionali affidati a Farinetti senza gara. Nessuna paura, né alcun dubbio: il granitico sorriso stampato sul suo volto non ha subito incrinazioni. Anzi, Farinetti ha reagito con una protesta al contrario. Del resto,  se anche per il capo dell’Anticorruzione Cantone l’appalto è legittimo, dov’è il problema? In verità il magistrato alcune perplessità le ha avanzate. A cominciare dall’entità economica del contratto medesimo e dalla cosiddetta “unicità” italiana di Eataly tutta da dimostrare. Ma suvvia, sono piccolezze. E perciò, lui che è Natale, ma si fece Oscar, parlerà bene di tutti: «Anche di Gasparri e dei fascisti, il peggio del  peggio», sottolinea.  Eccolo l’uomo della comunicazione no problem. Ecco come si driblano dubbi e spiegazioni: non per danaro, ma per amor patrio. A chi Farinetti? A noi!