Expo è già un flop ma Renzi e Pisapia litigano su chi ha fatto il “miracolo”

Ormai anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, si consola “con l’aglietto”, come direbbero a Roma: molti dei lavori di Expo non saranno completati per l’inizio della manifestazione, previsto per il primo maggio, anzi, alcuni di essi sono stati addirittira interrotti perché si è capito che non sarebbero mai stati portati a termine. «Le opere saranno fruibili anche se non del tutto completate», spiega Pisapia. Una figuraccia internazionale targata Renzi e Pd sulla quale, però, a sinistra si litiga, come fosse un merito. «Partendo con tre anni di ritardo la mia amministrazione ha fatto miracoli», dice ancora Pisapia, che si accapiglia con Renzi sulle responsabilità . Ma il vero “miracolo”, all’incontrario, è stato quello del Padiglione Italia, sono stati i costi, lievitati da 60 a 92 milioni.

Expo, ritardi e giustificazioni inutili

Il sito di Expo sarà pronto per il primo maggio e lo sarà anche Milano, dice Pisapia, che ieri ha voluto visitare con il commissario unico, Giuseppe Sala, il cantiere come già aveva fatto a fine anno. E non sarà la sua ultima visita prima dell’inaugurazione, assicura. Ai giornalisti dice che in cantiere “sono stati fatti grandi e importanti passi avanti”, anche per Palazzo Italia, che è una delle strutture più in ritardo. Già dal primo maggio ”ci sarà la possibilità di visitare i suoi spazi espositivi” quindi se qualcosa sarà da completare non riguarderà le zone aperte ai visitatori. Ieri, dice il sindaco, il premier Matteo Renzi ha detto che è ”un miracolo” fare l’esposizione ”per come abbiamo trovato la situazione”. Ma, secondo Pisapia, gli sforzi per l’esposizione universale sono iniziati anche prima del febbraio dell’anno scorso quando Renzi è diventato presidente del Consiglio. «È importante ricordare – osserva – che siamo partiti con tre anni di ritardo non certo per colpa di questa amministrazione. Partendo con tre anni di ritardo la mia amministrazione con le altre istituzioni sta facendo un miracolo». Secondo il commissario Sala, forse non sarà un miracolo ma certamente un risultato di rivendicare il fatto che Expo costerà meno del budget previsto. «’Extra costi ci saranno solo sulla parte dell’Italia – spiega il commissario – perché rispetto al budget assegnato chiuderemo con un investimento inferiore”: 300 milioni in meno tolti un paio d’anni fa per alleggerire i costi e i 60 milioni che la Camera di Commercio non verserà. Anche i costi in più del padiglione Italia (il preventivo iniziale era di una sessantina di milioni ora arrivati a 92) saranno coperti da ”nuovi ricavi” ovvero sponsor».