L’addio a Giovanni Berlinguer, fratello dello storico segretario del Pci

Si svolgeranno mercoledì nell’Aula magna del rettorato della Sapienza i funerali di Giovanni Berlinguer morto nella notte di lunedì a Roma all’età di novant’anni. Figlio dell’avvocato e politico Mario, fratello del segretario comunista Enrico, è stato medico, biologo e deputato per tre legislature con il Pci.

Giovanni Berlinguer una vita nel Pci

Nel maggio 2007, dopo lo scioglimento dei Ds che porterà alla nascita del Partito democratico, Giovanni Berlinguer lascia il partito e aderisce a Sinistra democratica di Fabio Mussi. Fino al maggio 2009 è stato deputato al Parlamento europeo, nel quale ha aderito al Partito socialista europeo. La camera ardente è stata allestita lunedì nella sala della Protomoteca del Campidoglio: ad accogliere il feretro il sindaco Ignazio Marino e dall’ex primo cittadino della Capitale Walter Veltroni.

D’Alema alla camera ardente

Comunista fin da giovanissimo (“sono un berlingueriano”, diceva ironico), sensibile al dialogo con i cattolici, Giovanni Berlinguer non era un dirigente di primissimo piano ma la sua parola pesava molto di più di quella di esponenti più importati. Dal 1965 sino al 1969 Giovanni Berlinguer fu consigliere provinciale di Roma e lo stesso anno divenne membro del Comitato centrale del Pci, nelle cui liste viene eletto deputato alla Camera nel 1972, nel 1976 e nel 1979. Nel 1983 ottenne un seggio al Senato eletto a Iglesias, confermato nel 1987 a Livorno. Sempre nel 1983 divenne consigliere del Comune di Roma, carica ricoperta sino al 1985. Nel 2001 fu il candidato del cosiddetto Correntone di sinistra alla segreteria dei Ds e fu poi sconfitto da Piero Fassino. L’ex segretario del Pci e del Pds Achille Occhetto ha detto di Berlinguer che «ha saputo attraversare i tortuosi sentieri della politica con la serenità illuminata dell’uomo di scienze e la mitezza fondata su ostinati e saldi principi». Tra gli altri (Valentino Parlato, Ermete Realacci, Fausto Bertinotti, Gavino Angius, Stefano Fassina, Arturo Parisi) anche l’ex premier Massimo D’Alema ha fatto visita alla camera ardente in Campidoglio.