Kenya, cinque arresti per il massacro fondamentalista nel campus

Cinque persone sono state arrestate in Kenya all’indomani del sanguinoso attacco al campus universitario di Garissa che ha provocato la morte di quasi 150 persone, per la maggior parte studenti cristiani. Lo riporta la britannica Bbc. Alcuni dei sospetti – ha rivelato il ministero per la Sicurezza Interna – sono stati fermati mentre cercavano di fuggire nella vicina Somalia. Faceva parte della sicurezza del college di Garissa uno dei 5 arrestati. Lo scrive il Mail online citando il portavoce del ministero dell’Interno di Nairobi, Mwenda Njoka, secondo il quale, tre degli arrestati erano i coordinatori dell’attacco, fermati mentre cercavano di fuggire in Somalia, mentre gli altri due sono un addetto alla sicurezza e un tanzaniano che si era nascosto nel soffitto dell’università e aveva granate. Ed era ancora nascosta in un armadio, a due giorni dal massacro di 148 studenti compiuto dai miliziani Shabab nel college di Garissa in Kenya. I soccorritori l’hanno scoperta sabato mattina: Cynthia Charotich, 19 anni, si era nascosta sotto un mucchio di vestiti in un guardaroba, per sfuggire alla furia sanguinaria dei terroristi islamici e non era uscita nemmeno quando aveva sentito le voci di suoi compagni di classe che erano sopravvissuti alla strage. I soccorritori hanno dovuto penare non poco per convincerla che volevano salvarla e che non erano terroristi pronti ad ucciderla.

Kenya, ci saranno altri attacchi terroristi

«La guerra sarà lunga e terribile». Gli al Shabaab continuano a minacciare il Kenya a due giorni dal massacro al campus di Garissa con 150 morti, in maggioranza studenti. «Voi, i kenyani, sarete le prime vittime», prosegue il messaggio dei jihadisti somali legati ad al Qaida, pubblicato su siti web legati al gruppo e postato anche su Twitter. I fondamentalisti hanno affermato che la strage è una ritorsione ai raid compiuti dalle truppe di Nairobi in Somalia nell’ambito dell’operazione dell’Unione Africana. Intanto il presidente Usa Barack Obama in una telefonata con il presidente keniota Uhuru Kenyatta ha espresso condoglianze per la strage jihadista nell’università di Garissa, in cui sono stati presi di mira in particolare studenti cristiani. Obama – fa sapere la Casa Bianca – ha sottolineato il suo sostegno al governo e al popolo keniano e ha ribadito che a luglio visiterà Nairobi: anche per parlare con Kenyatta di come rafforzare la cooperazione contro la minaccia terrorista, che in Kenya ha soprattutto il volto dei somali di Al-Shabaab. I fondamentalisti vogliono che le truppe keniote si ritirino alla Somalia.