Jobs Act, per il ministero è boom di assunzioni. Forza Italia: «Propaganda»

«Ma di quali dati stiamo parlando, quelli dell’ufficio stampa propaganda?». Così la leader Cgil Susanna Camusso, commentando gli sbandierati effetti del Jobs Act con i 92 mila nuovi contratti in più di marzo, comunicati dal ministero del Lavoro. «Comunque il dato di marzo non è diverso da quello del mese scorso. Ero piccola quando hanno abolito gli uffici stampa propaganda». Molto scettica anche Forza Italia. «Ogni mese ha il suo Poletti – scrive su Twitter Renato Brunetta – Dà numeri di nuovi contratti lavoro senza specificare metodologia calcolo, e salvo smentire trionfalismo poco dopo». Per il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, i dati diffusi del ministero del Lavoro sono un bluff. Non il primo del governo Renzi e del ministro Poletti. Identiche perplessità sugli effetti del Jobs Act vengono espresse da Sinistra e libertà. «Non per fare i gufi – commenta il responsabile lavoro di Sel Giorgio Airaudo – ma osservando i soli dati del ministero, ci si accorge che rispetto al mese di marzo 2014 gli assunti in più sarebbero in realtà solo 21mila. E questo malgrado il bonus di 8mila euro all’anno per tre anni». Ottimista, ma non troppo, perfino Sergio Mattarella. Quelli sul lavoro «sono sono dati confortanti – osserva il presidente della Repubblica interpellato dai giornalisti – naturalmente sono dati ancora iniziali. E bisogna prenderli con cautela. Però sono dati che incoraggiano la fiducia, cosa essenziale».

Jobs Act: tutti i dati del ministero

A marzo le attivazioni dei nuovi contratti di lavoro nel complesso, a eccezione del lavoro domestico e della Pubblica amministrazione, sono state 641.572 a fronte di 549.273 cessazioni. Il saldo attivo è di oltre 92.000 unità. Sono i dati delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro. Il 6 marzo è entrato in vigore il contratto a tutele crescenti. I contratti a tempo indeterminato attivati sono stati 162.498 (quasi 54.000 in più su marzo 2014) a fronte di 131.128 contratti cessati. I rapporti di lavoro a tempo indeterminato quindi, quelli per i quali è prevista la decontribuzione triennale dalla legge di stabilità hanno avuto un saldo attivo di oltre 31.000 unità. A marzo 2014 mentre il saldo complessivo di tutte le tipologie contrattuali era stato positivo per oltre 61.000 unità (620.032 attivazioni a fronte di 558.366 cessazioni) era stato invece negativo per i contratti a tempo indeterminato (36.000 in meno con 144.839 cessazioni a fronte di 108.647 attivazioni). I dati, che sono al netto del lavoro domestico e della pubblica amministrazione, precisa il ministero, sono da considerarsi provvisori.