Italicum, Brunetta avvisa Renzi: «Se cade il governo non si va a votare»

Inizia oggi, col primo voto sulla pregiudiziale di costituzionalità, iter della legge elettorale alla Camera, su cui il Pd, col voto segreto, rischia di andare sotto o di soaccarsi ancora. Dalle file dell’opposizione, invece, si ostenta serenità e si escludono, come nel caso di Forza Italia, eventuali spaccature- «Noi siamo tranquillissimi. A differenza di Matteo Renzi e dei suoi amici del governo, che stanno già contattando i dissidenti sottoponendoli ora a minacce, ora a blandizie», dice Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che spiega in un’intervista al Corriere della Sera che “convintamente” tutti in Forza Italia voteranno “contro l’Italicum”, compreso Denis Verdini. «Non ci saranno defezioni – assicura – Siamo un partito liberale e libertario, abbiamo deciso la strategia all’unanimità e al contrario di Renzi non abbiamo dovuto sostituire nessuno in commissione Affari costituzionali, che abbiamo abbandonato. Tanto nei voti segreti quanto ovviamente in quelli di fiducia, nessuno dei nostri voterà questo scempio». «Tra l’altro Verdini, come tutti noi, era contrario al premio alla lista. Voterà contro anche lui». Al Senato, dove Forza Italia ha votato questa stessa legge, precisa, “avevamo ceduto perché c’era un accordo che comprendeva soprattutto l’elezione condivisa del successore di Giorgio Napolitano. E Renzi, rifiutando Giuliano Amato al Quirinale, questo accordo l’ha tradito. Il Nazareno è finito lì”. «Se la legge non passa – avverte Brunetta -, cade il governo e di lui (Matteo Renzi, ndr) non rimarrà neanche la polvere. E non si andrebbe mica a elezioni anticipate. Invece se questo passasse anche a fronte di un Pd diviso, Renzi pagherebbe un prezzo altissimo nelle prossime tornate elettorali. A cominciare dalle elezioni regionali che ci saranno tra un mese».

Ravetto: non ci spaccheremo sull’Italicum

Con l’Italicum “chiunque è il primo oggi, domani rischia di essere il terzo. Difficile dire tra tre anni chi sarà il terzo polo”. Lo dice alla Stampa Laura Ravetto, deputata di Forza Italia. «Credo sia un peccato l’interruzione del percorso riformista – aggiunge – ma Renzi ha preferito privilegiare la sua compagine di governo al dialogo con Forza Italia, con i risultati di questa guerra cui assistiamo nel Pd. L’Italicum era diverso, con il premio di maggioranza alla coalizione. Ora, possono arrivare al ballottaggio due liste che insieme non fanno il 50%. Vedremo la parcellizzazione delle opposizioni.”Quelle modifiche al Senato le abbiamo subite – precisa – per poi cambiarle alla Camera». «Renzi ha sempre detto che si continuava con spirito di condivisione. Non comprendo la sua fretta rispetto a una legge elettorale che non entra in vigore prima di luglio 2016». Sul rischio scissioni dentro Forza Italia dopo le elezioni regionali, Ravetto auspica di no e spiega: «La sfida è quella di creare una lista o una coalizione che non sia solo un cartello antirenziano e rappresenti il centrodestra in maniera moderna, tornando a parlare al ceto produttivo escluso dalle riforme economiche. Berlusconi ha già dimostrato di essere l’unico possibile federatore. Ora dovrà impegnarsi a federare un nuovo centrodestra. Poi si potrà parlare di candidati».