Italicum, la Boschi: abbiamo i numeri. La minoranza dem: ne sei sicura?

Sos Italicum. «Sì, i numeri alla Camera ce li abbiamo. Abbiamo una maggioranza solida, come si è visto in questi mesi». Maria Elena Boschi, parlando un convegno alla Luiss,  sfodera un grande ottimismo a proposito della riforma elettorale che sta per approdare nell’Aula di Montecitorio .«Nel confronto si prendono le idee migliori, ma poi si decide a maggioranza e la minoranza si adegua», ha aggiunto la titolare delle riforme, genziana doc, a proposito della minoranza interna che ha minacciato di non votare l’Italicum.

Italicum: basta mediazioni

Sull’Italicum Renzi si gioca tutto e la pulzella di Palazzo Chigi lo sa bene. «Una volta che il testo sarà in Aula – ha spiegato ancora la Boschi –  valuteremo tutte le soluzioni possibili». Sull’ipotesi del voto di fiducia non si sbilancia. «Rimane l’extrema ratio, perché con essa il governo si assume una responsabilità: significa che se non ha i numeri poi va a casa; va a casa il governo e non i deputati, anche se talvolta le due cose coincidono». Poi ha aggiunto: «La fiducia viene posta quando un provvedimento è per il governo fondamentale per il proprio programma, e la legge elettorale lo è. Ma prima si lavora in Parlamento per evitarla…». «Oggi – ha proseguito – non si tratta di aprire un’altra mediazione, ma di decidere se la minoranza ha il diritto di scegliere la legge elettorale. Nessuno ha il diritto di veto, neanche io, ma non ce lo ha neppure chi ha il 30% di fronte a chi rappresenta il 70%».

Brunetta: giù le mani da Forza Italia

«Rispondo volentieri alla giovane e gentile ministra Maria Elena Boschi. Non ho ben chiare le dinamiche politiche dentro il governo, e soprattutto dentro il Partito democratico. Quello che ho ben chiaro sono i falli istituzionali di un ministro della Repubblica che si permette di intervenire sulle autonome decisioni di un partito di opposizione», è la replica del capogruppo azzurro alla Camera, Renato Brunetta. «Evidentemente – prosegue – la gentile ministra Boschi ha fin troppo bene imparato la perversa lezione del suo leader, segretario di partito e presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che non rispetta né sodali né avversari, usando la violenza istituzionale come regola. Invitiamo la giovane e gentile ministra Boschi ad astenersi da simili invasioni di campo. Che minacci, se proprio lo desidera, la sua minoranza di partito, ma giù le mani da Forza Italia».

 Il Pd e le primarie

Primarie sì, primarie no. «Ha ragione Cantone. Primarie necessarie se 100 capilista bloccati. La sfida però è ridare ai cittadini pieno diritto di scelta dei rappresentanti». Così in un tweet il deputato del Pd Umberto Marroni entra nel dibattito del Nazareno in vista dell’assemblea del 15 aprile dedicata all’Italicum.«Le primarie sono uno strumento di democrazia, ma non possono essere gestite come le primarie di un circolo di bocce. Se servono a designare un candidato alla presidenza di una regione o a scegliere un candidato al parlamento ci vogliono regole più stringenti, per esempio su chi vota», aveva detto due giorni fa il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone.