India, uccide la sorella perché ha acceso la pira funeraria della madre

Nell’India che ancora detiene illegalmente i nostri marò in spregio del diritto internazionale può accadere che un uomo, ritenendosi defraudato dalla sorella delle proprie prerogative tradizionali, la uccida a colpi d’ascia. E’ quello che è accaduto nell’India centrale, in un remoto villaggio del Chhattisgarh, dove una donna di 44 anni, Geeta Varma, è stata uccisa dal fratello perché aveva acceso la pira funeraria della madre, un rito che, di solito, secondo la tradizione religiosa induista, spetta al primogenito maschio.
L’incredibile vicenda, che getta una luce ancora più sinistra sul paese che continua a perseguitare impunemente i due fucilieri italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, è stata svelata dal prestigioso The Times of India. Il quotidiano spiega che la vittima, Geeta Varma, ricopriva l’incarico di sarpanch, una sorta di sindaco, un capovillaggio eletto da tutti gli abitanti e che rappresenta una specie di punto di contatto tra i funzionari del governo centrale e la comunità locale.

Uccisa a colpi d’ascia per lavare lo sgarro con il sangue

Esaudendo il desiderio dell’anziana madre morta martedì scorso e che viveva con lei, Geeta aveva deciso di compiere lei stessa il funerale, infrangendo una ferrea tradizione religiosa induista visto che accendere la pira a un funerale induista è un compito che è riservato esclusivamente ai familiari maschi.
Il gesto ha sollevato l’ira del fratello Santosh, di 47 anni, che si è sentito escluso e umiliato soprattutto di fronte alla comunità del villaggio. Ha quindi aspettato che il giorno dopo la sorella uscisse di casa per completare il rito dello spargimento delle ceneri in un corso d’acqua e, insieme al figlio Piyush, l’ha ripetutamente colpita con un’ascia fino a quando è morta.
Un’altra sorella che era con lei è stata ferita nell’aggressione e si trova ora all’ospedale nel capoluogo di Raipur. Su segnalazione degli abitanti del villaggio, la polizia ha arrestato i due uomini con l’accusa di omicidio. Secondo gli inquirenti, Santosh aveva cacciato di casa la madre ben 22 anni fa e da allora l’anziana donna era accudita dalla figlia.