Immigrazione, ecco il piano in 10 punti della Ue: distruggere i barconi

Un piano in 10 punti. Per fermare gli sbarchi di clandestini e immigrati. E bloccare il business degli scafisti. Si muove l’Europa. E lo fa con grandissimo ritardo, anticipando a parole il piano che vorrebbe mettere in atto per evitare che accadano ancora tragedie come quelle accadute in questi anni – l’ultima oggi – con migliaia di clandestini che fuggendo da Paesi in guerra puntano all’Europa ma, prima ancora, all’Italia e trovano la morte in mare.
Il Commissario Ue per l’Immigrazione Dimitris Avramopoulos ha presentato al Consiglio ministri Interni-Esteri un piano d’azione in 10 punti da «mettere in atto immediatamente» in vista del vertice di giovedì.
Il piano, tra l’altro, prevede il «rinforzo» delle operazioni Triton-Poseidon e la cattura e distruzione dei barconi usati dai trafficanti di esseri umani.
Il piano d’azione sarà sottoposto al summit dei capi di Stato e di governo convocato per giovedì. Si prevede inoltre lo schieramento di team Easo – l’ufficio di supporto per l’asilo a livello europeo – in Italia e Grecia, l’indicazione di considerare meccanismi di ricollocazione su base volontaria, più voli di ritorno nei Paesi e il rafforzamento della missione di controllo delle frontiere in Niger.

Rimpallo di responsabilità fra Ue e Onu

E’ l’Onu stessa, d’altra parte, a pretendere un’iniziativa forte e decisa da parte della Comunità Europea.
«Serve una robusta operazione di salvataggio per arginare la crisi degli immigrati nel Mediterraneo – intima l’Organizzazione delle Nazioni Unite – Italia, Grecia e Malta fanno quello che possono ma c’è l’aspettativa che l’Europa agisca», avverte il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, definendo il Mediterraneo «un mare di miseria».
Ed è, in fin dei conti, ciò che stanno chiedendo da mesi, inascoltati Fratelli d’Italia e Lega: «Gli scafisti sono assassini ed è nostro dovere trattarli come tali. Per salvare persone innocenti dalle continue tragiche fughe della disperazione c’è solo un modo: dichiarare guerra agli scafisti, distruggere le loro imbarcazioni, presidiare il Mediterraneo innanzitutto bloccando i fabbricanti di morte con le nostre navi», torna a chiedere il capogruppo di Fdi Fabio Rampelli.
«Ad oggi la Marina italiana fa da scafista, suo malgrado. Quello che stiamo facendo non funziona – ragiona  il leader della Lega, Salvini – Impediamo le partenze e andiamo a parlare con quei governi per capire come aiutare questa gente a star meglio a casa sua. Senza affogare nel Mediterraneo, senza venire in Italia dove poi li piazziamo in albergo facendo arrabbiare i cittadini italiani in difficoltà».
Chi veramente sembra incapace di comprendere e di affrontare la tragedia che stanno vivendo i clandestini è Federica Mogherini, voluta da Renzi come Alto rappresentante della politica estera Ue: «per le operazioni di ricerca e distruzione dei barconi dei trafficanti contenute nel piano presentato dalla Ue – piagnucola la Mogherini – serve un’autorizzazione dell’Onu «Renzi e il suo governo continuano a non capire o continuano a mentire deliberatamente. Qualcuno, per pietà degli italiani, spieghi con parole semplici a Matteo Renzi come fare il blocco navale. Fratelli d’Italia lo ripete da mesi: in Libia esiste un governo legittimo riconosciuto dalla comunità internazionale. Un blocco navale in accordo con questo non è un atto di guerra – spiega il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni – grazie al sostegno al governo legittimo di Tobruk si può prevedere un blocco navale a ridosso delle coste libiche, impedire le partenze dei barconi e fermare le morti in mare. Se sembra ancora così complicato da capire, siamo disposti a preparare delle semplici slide per il presidente del Consiglio».