I quotidiani del 22 aprile visti da destra. Dieci articoli da non perdere

Sulle prime pagine dei quotidiani di oggi, 22 aprile, le notizie principali riguardano le strategie europee per frenare il nuovo traffico di schiavi nel Mediterraneo, l’ultimo naufragio di migranti i cui superstiti sono stati accolti a Catania, lo scontro finale sull’Italicum.

1) Accoglienza al collasso, il Viminale cerca altri seimila posti (Corriere della sera, p. 6)

Dieci giorni fa il Viminale aveva chiesto con una circolare ai prefetti di individuare 6500 posti per l’accoglienza. E’ già pronta un’altra circolare in cui si chiedono altri 6000 posti. Una vera e propria emergenza: dall’inizio dell’anno in Italia sono sbarcati 23mila migranti.

2) La sfida finale all’interno della sinistra (La Stampa, p.1)

Nel suo retroscena Federico Geremicca avverte che nello scontro sull’Italicum la minoranza dem si gioca la sua visibilità politica. Sarà disposta ad accordare la fiducia al governo Renzi che tradisce la tradizione della sinistra? Intanto ancora non si capisce quale possa essere l’alternativa alla scissione.

3) Io apocalittico contro gli integrati di Internet, (la Repubblica, p.49)

In un’intervista il filosofo tedesco sud coreano Byung-Chul Han, attacca la Rete e le sue conseguenze antropologiche: Internet genera un venefico narcisismo digitale. La sua estrema personalizzazione restringe i nostri orizzonti e divora le fondamenta stesse della democrazia rappresentativa.

4) E a Roma chiudono 10 commissariati (Il Tempo, p. 4)

Il Tempo denuncia che, accantonato il tentativo di ‘disattivare’ 267 commissariati in Italia ora Roma rischia di veder chiusi nove o dieci commissariati sui 49 in funzione dentro e fuori il Gra. Il programma di risparmi è stato illustrato in una riunione informale in questura.

5) Ora non fateci sentire in colpa per quei morti (il Giornale, p.1)

Vittorio Feltri suggerisce al governo di copiare il metodo della Spagna o dell’Australia allo scopo di non farsi assaltare dai profughi. “Sentirsi in colpa – scrive Feltri – sta diventando il denominatore comune della nostra gente. Se poi si aggiungono le critiche all’Italia piovute da ogni parte c’è da perdere la trebisonda. Tutti ci sgridano e noi ci scusiamo balbettando: Forse sarebbe sufficiente dire: cari amici, se in Italia si sta tanto male, perché venite qui?”.

6) Il procuratore Sciacchitano: cambiare le norme Ue (Avvenire, p. 6)

Il un’intervista il procuratore Giusto Sciacchitano sostiene in un’intervista che occorre cambiare il trattato di Dublino per gestire lo tsunami che arriva sulle nostre coste, spiega che gli scafisti condannati in Italia “sono solo l’ultima ruota dell’organizzazione, i trafficanti veri rimangono all’estero ma non possiamo fare nulla o quasi”, afferma che bisogna evitare di restituire i gommoni ai trafficanti com’è avvenuto nelle scorse settimane.

7) Festa dell’Unità, tronisti e Masterchef invitati, Bersani no (Il Messaggero, p.5)

Fuori Cuperlo e Bersani dalla lista degli invitati alla Festa dell’Unità di Bologna. Abbondano invece i renziani di varia origine e provenienza. Irritata, Rosy Bindi scrive al presidente del Pd Orfini e parla di involuzione. La replica: polemica inutile, non stiamo parlando della festa nazionale del Pd, quindi siamo dinanzi a una non notizia.

8) Democratici respingimenti. Ora Renzi pare il Senatùr (Il Fatto, p. 5)

Il giornale di Travaglio pone l’accento su una contraddizione della sinistra, che oggi parla di affondare i barconi, di interventi militari e di impedire ai profughi in ogni modo di arrivare in Europa. Dichiarazioni che giungono da quello stesso Pd che accusava la Lega di essere “ignobile” quando sosteneva le stesse tesi.

9) La politica è sangue, merda e House of cards. Letta lo dica ai suoi studenti (Il Foglio, p. 2)

Lanfranco Pace replica a Enrico Letta e alla sua versione “delicata” del fare politica: nella politica infatti ci sono anche la forza materiale, i soldi, gli interessi. “E il sangue, l’ambizione personale, l’insofferenza se non l’odio che il politico di razza non può non provare contro chiunque lo intralci” . La politica insomma ha un suo “lato oscuro” che non può essere cancellato o ignorato.

10) Veltroni alle elementari, rivolta dei genitori (Libero, p. 13)

Una scuola elementare di Milano, l’istituto Sandro Pertini di Niguarda, ha in programma la proiezione dell’ultimo film di Walter Veltroni, I bambini sanno. Protestano i genitori che non sapevano nulla dell’iniziativa e una classe intera diserterà il particolare cineforum: le famiglie si chiedono  infatti se il film sia adatto a un pubblico di infantile.