I quotidiani del 20 aprile visti da destra. Dieci articoli da non perdere

Sulle prime pagine di oggi, lunedì 20 aprile, domina la strage dei migranti che ha provocato oltre settecento vittime, con visioni differenti: si va dall’apertura del Giornale – “Settecento morti di buonismo”- a quella del Fatto – “Mar Morto, Alfano ministro dannoso” – che accusa il governo di avere cancellato il piano Mare Nostrum. Trova spazio nelle prime pagine anche l’annuncio di Enrico Letta che afferma che lascerà il Parlamento per vivere del suo lavoro a Parigi, un esilio che si presta a letture politiche diverse. Sceglie un’apertura diversa Il Tempo che racconta le disavventure di due cronisti del quotidiano romano bloccati per quattro ore dalla scorta del sindaco Marino mentre questi era dal barbiere.

1) Intervento in Libia con il sì dell’Onu (Corriere della sera, p.1)

Fiorenza Sarzanini spiega quale sarebbe il piano italiano per fermare le stragi di migranti: un contingente militare autorizzato dall’Ue e dall’Onu per fermare gli scafisti in Libia. Una proposta che l’Italia si appresta a sottoporre ai ministri Ue e al consiglio d’Europa. Una schema già collaudato in Libano nel 2006.

2) Ue spaccata sui migranti, il Nord nega l’emergenza (il Messaggero, p.9)

David Carretta informa che dietro i messaggi di cordoglio che arrivano dai paesi Ue si nasconde una “grande ipocrisia”. Infatti Germania, Inghilterra, Austria e Finlandia sono contrari a rivedere gli accordi di Dublino che prevedono l’obbligo per i rifugiati di chiedere asilo nel paese di arrivo. Quindi quella espressa all’Italia è una solidarietà solo a parole. La Svezia inoltre – primo paese per accoglienza di richiedenti asilo – sostiene che i paesi del Sud Europa stanno esagerando l’emergenza profughi.

3) Altri dieci anni di Putin. L’America pronta a un duello infinito (La Stampa p. 11)

L’inviato da New York Paolo Mastrolilli illustra il contenuto di documenti riservati Usa sulla Russia: l’America si aspetta che Putin sia rieletto e resti fino al 2024 e la crisi a Kiev sarà solo il primo episodio della nuova Guerra fredda. Washington punta più all’aiuto economico che militare ai paesi minacciati. L’Ucraina sarà il banco di prova di questa strategia.

4) Enrico Letta in tv: lascio il Parlamento rinunciando alla pensione (la Repubblica, p.1)

Filippo Ceccarelli commenta la scelta di Letta di lasciare il Parlamento per andare a dirigere l’Istituto per gli Affari internazionali. Una decisione che non chiude il derby con Matteo Renzi ma lo riapre, perché l’ “implicita dichiarazione di estraneità” di Enrico Letta è una sorta di esilio, ma sempre esilio di un politico che aspetta il momento giusto  per manifestarsi ancora, magari in tempi post-renziani.

5) Così Farinetti e compagni fanno un’Expo ad personam (Il Giornale, p. 16)

Stefano Filippi racconta l’ultimo favore di cui ha potuto usufruire Oscar Farinetti, “patron di Eataly e intimo di Renzi”: la gestione di una Disney agroalimentare a Bologna, una fiera del cibo nostrano, un’Expo permanente. Tra i soci ovviamente troviamo anche le Coop. Cento milioni i soldi pubblici spesi per costruire il mercato ortofrutticolo e 44 milioni gli incassi stimati.

6) Chi ha armato il killer degli Ulivi? (Il Fatto, p. 14)

Reportage di Alessandro Farucci dal Salento invaso dalla Xylella: milioni di piante in pericolo e un’economia agricola che rischia la fine con gli immancabili timori di una cospirazione dietro la quale si intravede la possibilità di sostituire gli ulivi secolari con esemplari prodotti in laboratorio. E anche su altri alberi si abbattono, guarda caso, calamità che danneggiano le colture tipiche italiane: nel 2014 anche castagni e nocciole si sono ammalati.

7) Gli abusi della scorta (abusiva) di Marino (Il Tempo, p. 1)

Due reporter del Tempo hanno cercato di avvicinare il sindaco Marino all’uscita dal barbiere in via Archimede a Roma ma sono stati bloccati per ore dai “gorilla” che vigilano sul primo cittadino della Capitale (il quale aveva promesso di rinunciare alla scorta). Solidarietà ai giornalisti del Tempo è giunta da molti esponenti politici (tra cui Meloni, Alemanno, Gasparri, Storace) e dall’Ordine dei giornalisti.

8) Se la Boldrini avesse raggiunto Di Battista e lo avesse riempito di schiaffi (Il Foglio, p.1)

In un editoriale firmato con il simbolo dell’elefantino, Giuliano Ferrara critica il vezzo “grillino” di abbordare le istituzioni con toni rissosi e sopra le righe. Così ha fatto Di Battista accusando Laura Boldrini di essere responsabile delle sciagure legate all’immigrazione. Ma così ha anche fatto l’attore Alessandro Gassman che in tv ha detto a Giorgia Meloni: “Io la pago e la posso criticare quanto e come voglio”. No, secondo Ferrara i politici non sono lo zerbino di chi lancia urla e improperi. Si recuperi allora un po’ di “pedagogia democratica” altrimenti tutto il ceto politico è destinato a soccombere all’ideologia anticasta. Meloni avrebbe quindi dovuto rispondere a Gassman: “Non sono una sua impiegata, lei paga le tasse e le pago anch’io, lei non calpesti la mia funzione…”.

9) Ogni giorno nascono 21 pagine di nuove leggi (Il Sole 24 Ore, p. 2)

Qualche dato sugli eccessi di produzione normativa nel nostro Paese è fornito da Michela Finizio: nel 2014 sono stati 142 i provvedimenti approvati cui si sommano 710 leggi regionali. Quasi il doppio della media europea che è di 74,8 leggi all’anno. Ma tutto questo proliferare di articoli normativi è efficace? Questo è quello che interessa davvero ai cittadini.

10) Cristiani venduti all’Isis e uccisi, l’ultimo orrore sulla costa libica (La Stampa, p. 6)

Maurizio Molinari racconta dell’ultimo video diffuso da Al Furqan, il centro media del Califfato, sul web: 29 minuti di immagini  con distruzioni di chiese, tombe e icone e l’uccisione di 28 etiopi cristiani catturati in Libia, alcuni decapitati, altri uccisi con armi da fuoco. Un miliziano mascherato brandendo un revolver afferma poi che “i cristiani devono convertirsi all’Islam o pagare la tassa di sottomissione prevista dal Corano”.