I quotidiani del 2 aprile visti da destra. Dieci articoli da non perdere

Sulle prime pagine dei quotidiani di oggi, 2 aprile, riflettori puntati sul ddl anticorruzione, sul ritorno del reato di falso in bilancio, sulla strategia del terrore che imprigiona Istanbul. Continua a tenere banco anche il caso D’Alema e lo scontro dell’ex premier con l’Anm sulla questione intercettazioni.

1) Insalata Misto. Il rifugio dei vicerè ora è la quarta forza parlamentare (Il Foglio, p.1)

Salvatore Merlo illustra la fenomenologia di un gruppo, quello misto, che un tempo era la tappa finale di carriere politiche fallite mentre oggi conta più deputati di Ncd e Udc messi insieme ed è il quarto gruppo più numeroso della Camera e del Senato “tra baruffe democratiche, ammutinamenti berlusconiani, scioglimenti civici e botti grillini”. Lì sono finiti anche i leghisti amici di Tosi e lì minaccia di andare anche Pippo Civati “quando si arrabbia con Renzi”, cioè un giorno sì e l’altro pure.

2) Renzi pronto allo stralcio: ora accelerare sugli ascolti (Il messaggero, p.3)

Un retroscena di Marco Conti spiega che il governo intende affrontare il nodo intercettazioni dopo le regionali per evitare che divenga tema di scontro in campagna elettorale e prende in considerazione la proposta del procuratore di venezia Carlo Nordio: bene le intercettazioni preventive (già utilizzate contro il terrorismo), che funzionano come spunto investigativo e il magistrato che le propone ha la responsabilità della custodia.

3) Isis, tasse e casta. Dopo 40 anni anch’io, Fantozzi, non ne posso più (il Giornale, p.1) 

Compie 40 anni il personaggio interpretato da Paolo Villaggio, Ugo Fantozzi. Così Villaggio scrive una lettera al Giornale, firmata Ugo Fantozzi, in cui il ragioniere commenta gli attacchi terroristici dell’Isis e i privilegi della “casta” oltre a prendersela con gli evasori: “Loro evadono e sono ricchi, io invece non evado e negli ultimi tempi sono diventato quasi povero…”. Infine non sarebbe male, ironizza Fantozzi, essere indagato, per suscitare “l’invidia dei poveracci come me”.

4) Berlusconi fa pace con Verdini: “Renzi è cattivo, ma trattiamo” (Libero, p. 10)

È Salvatore Dama a raccontare le ultime mosse politiche di Silvio Berlusconi: un pranzo con Denis Verdini, Letta e Confalonieri in cui si è fatto il punto sul dialogo con Renzi, che potrebbe ripartire sull’Italicum. Cresce la tensione invece con Raffaele Fitto, sempre più tentato dall’abbandono mentre il Cavaliere, dopo le regionali (cioè dopo l’accordo con Salvini sul Veneto), penserebbe di seguire il modello Sarkozy: andare da soli o, al massimo, in alleanza con i centristi.

5) Renzi al Colle con il nome di Delrio. L’ira di Ncd (che prende tempo) (Corriere della sera, p.1)

Francesco Verderami sottolinea l’inferno che si è scatenato nel Ncd con l’operazione rimpasto: Delrio avrà le Infrastrutture ma resta aperto il nodo politico del sostituto di Lupi. A quale dicastero, di quale peso? È certo intanto che Renzi sceglierà una donna come sottosegretario alla presidenza del Consiglio al posto di Delrio: tra le papabili arriva anche il nome di Antonella Manzione, ex comandante dei vigili urbani di Firenze, diventata capo dell’ufficio legislativo a Palazzo Chigi.

6) Studenti contro prof, così le nostre classi diventano un ring (la Repubblica, p.23)

Corrado Zunino espone una rassegna di casi di aggressioni ai docenti in classe, l’ultimo a Modena, dove però il docente reagisce e, al secondo calcio del bullo, lo prende per il collo. In genere questi ragazzotti se la cavano con qualche giorno di sospensione, come accaduto alle medie di Torre Annunziata dove una docente è stata colpita a schiaffi e pugni da un tredicenne cui aveva vietato di andare in bagno (dieci giorni di sospensione). A volte sono i genitori che, per un rimprovero ai figli, alzano le mani sui professori “colpevoli”. Gli stessi insegnanti affermano che tutto ciò accade per la scarsa considerazione del ruolo dei docenti in Italia.

7) D’Alema furioso promette querele: basta intercettazioni diffamatorie (La Stampa, p. 4)

Il video in cui Massimo D’Alema annuncia querele contro un giornalista (Filippo Barone di Virus) è ormai di dominio pubblico. La polemica fa il giro dei social e D’Alema continua ad andare all’attacco, invocando un intervento di Anm e Csm. L’associazione dei magistrati reagisce e replica osservando che occorre semmai puntare l’attenzione sui gravi fatti di corruzione che stanno emergendo mentre Fabrizo Barca lancia a sua volta una sfida a D’Alema: faccia i nomi di tutti i donatori della sua fondazione, cosa che non fa quasi nessuno.

8) Macché legge contro i gay, tutela la coscienza (Avvenire, p.1)

Elena Molinari difende la legge approvata dallo stato dell’Indiana sulla libertà religiosa presentata come provvedimento che concede il diritto ai gestori di locali di non fornire un servizio ai gay. È falso, scrive Molinari, perché in nessun punto della legge si trova questo concetto mentre il testo, modellato su una legge federale voluta dal democratico Bill Clinton nel 1993, si limita a garantire il rispetto dell’obiezione di coscienza.

9) Roma in piazza contro i rom (Il Tempo, p.1)

Titolo di apertura del quotidiano romano sulla manifestazione indetta per il 24 maggio da 52 comitati di quartiere per chiudere i campi nomadi. Saranno presenti i comitati di La Rustica, Corcolle, Settecamini, Castelverde, Colle degli Abeti e Prato Fiorito, Tor Sapienza e l’Eur. Il Tempo dà voce anche agli agenti municipali sotto accusa per lo sgombero del centro di accoglienza di via Amarilli. “Ci siamo difesi, dicono gli agenti, nessuna pistola puntata contro i rom”.

10) Il crollo del Medio Oriente (il Sole 24 Ore, p.8)

Alberto Negri chiede agli Usa di focalizzare l’attenzione sull’ondata di destabilizzazione che sta investendo il Medio Oriente. Quello che avviene in Turchia, spiega Negri, è il riemergere in superficie di antichi malesseri: la cronica causa curda, l’irritazione per la deriva islamica dei laici e dei secolaristi eredi di Ataturk, il sordo revanscismo dei militari emarginati da Erdogan, gli estremismi di destra e di sinistra. Poi c’è il volto devastato di un Medio Oriente in preda a una “guerra mondiale a pezzi” . Quale ruolo giocherà in futuro l’Iran in chiave anti-Califfato? Anche per questo occorre scongiurare un fiasco delle trattative Usa-Iran a Losanna sul nucleare.